Museo d’Arte Siamese: un patrimonio unico di storia e cultura a Cagliari
Il Museo d’Arte Siamese Stefano Cardu ospita la più vasta e ricca collezione di arte siamese in Europa, presentando pezzi unici che raccontano la storia e le origini di una cultura straordinaria. Situato all’interno della Cittadella dei Musei di Cagliari, il museo è un luogo imperdibile per chi desidera immergersi in un patrimonio artistico di grande valore.
Nel cuore di Castello, uno dei quartieri più antichi e storici della città del Sole, si trova un tesoro unico, un luogo sospeso nel tempo e nello spazio in grado di catturare i suoi ospiti e trasportarli i mondi lontani e, per molti, sconosciuti: si tratta del Museo di Arte Siamese di Cagliari, un tributo all’arte e alla cultura dell’antico Siam (oggi Thailandia), nato dalla collezione dell’avventuriero e ingegnere sardo Stefano Cardu,
Una preziosa raccolta costituita da una notevole varietà di sculture, argenti, porcellane, armi, manoscritti e preziose tempere datati dal 1400 al 1800, la più ricca e vasta esposta in un museo europeo, frutto di viaggi e scoperte in terre lontane, che è più di un semplice assortimento di oggetti, ma un vero e proprio viaggio nel cuore dell’Asia, in un’epoca in cui la magnificenza della cultura siamese non aveva eguali.
D’eccezione è anche la location del Museo d’Arte Siamese, la suggestiva Cittadella dei Musei di Piazza Arsenale, il polo museale più importante della Sardegna e punto di riferimento imprescindibile per chi desidera immergersi nella storia e nella cultura, sia locale che internazionale. Un progetto ideato da Piero Gazzola e Libero Cecchini all’inizio degli anni Settanta su iniziativa dell’Università di Cagliari per ampliare gli spazi del Museo Archeologico e della Pinacoteca, precedentemente ospitati all’interno del Palazzo delle Seziate, mira infatti a integrare gli spazi architettonici dell’ex Regio Arsenale, utilizzato nel XVIII come caserma dai piemontesi.
Una sorta di “città nella città” situata sul colle di Buoncammino, tra Porta Cristina e piazza Indipendenza, a pochi passi dalla passeggiata di Buoncammino e vicino all’Anfiteatro romano,una sorta di acropoli moderna che domina la città e che si sviluppa attorno al quadrilatero della piazza, che a sua volta si apre, su ogni lato, con quattro imponenti porte speculari, attraverso le quali il visitatore viene accolto in un percorso che unisce passato e presente, arte e storia.
Ogni ingresso sembra invitare a scoprire un mondo diverso, attraverso le storie uniche raccontate nei meravigliosi musei Cagliari: oltre a immergersi nella bellezza e nella spiritualità orientale al Museo di Arte Siamese, all’interno della Cittadella dei Musei Cagliari i visitatori possono infatti perdersi anche tra le antiche meraviglie del Museo Archeologico Nazionale, dove trova spazio una vasta collezione direperti nuragici, ceramiche, bronzi, gioielli fenici, monili imperiali, monete bizantine, e oggetti di uso quotidiano, che offrono una panoramica completa della storia della Sardegna, dalle epoche preistoriche fino all’epoca romana e medievale, visitare la Pinacoteca di Cagliari, una ricca e variegata collezione di dipinti risalenti al tardo Rinascimento, a cui si affiancano preziosi reperti etnografici, tra cui pezzi di oreficeria sarda, preziosi tessuti e ricami, eleganti arredi, ceramiche finemente decorate, e antiche armi e, non da ultimo, ammirare le meravigliose cere parte della Collezione delle Cere Anatomiche di Clemente Susini, seconda in Italia solo al Museo della Specola di Firenze, che tra l’altro ne fu il principale punto di riferimento.
In altre parole, un luogo che non è solo uno spazio fisico, ma un’esperienza che si vive passo dopo passo, e che, con la sua collezione di arte orientale, non solo arricchisce il patrimonio culturale della città, ma introduce una nuova dimensione di esotismo e mistero al panorama artistico isolano, conferendo a Cagliari una prospettiva inedita e irresistibile.
Musei di Cagliari, le origini dell’incredibile collezione ospitata all’interno del Museo di Arte Siamese
Le origini dell’incredibile collezione di arte siamese parte dei musei civici Cagliari sono legate alla leggendaria figura di Stefano Cardu, imprenditore giramondo, ingegnere e avventuriero sardo-cagliaritano vissuto a cavallo tra Otto e Novecento, che alla fine del diciannovesimo secolo decise di dedicarsi alla raccolta di oggetti d’arte provenienti dall’Asia orientale. La sua passione per il Siam (l’antica Thailandia) e la sua insaziabile curiosità per le tradizioni e l’artigianato orientale lo portarono a vivere per lungo tempo in quelle terre lontane, dove contribuì alla costruzione della “città del Buddha di smeraldo”, Rattanakosin (oggi nota come Bangkok) con opere di grande rilievo architettonico.
Sotto il regno del sovrano riformatore Rama V, che tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento avviò un ambizioso programma di modernizzazione per rendere il Siam competitivo rispetto alle potenze coloniali europee, la allora nascente capitale Bangkok fu protagonista di una significativa trasformazione urbanistica, con nuove infrastrutture, ponti, edifici pubblici e palazzi reali concepiti grazie al contributo di ingegneri e architetti stranieri. Proprio in questo contesto Stefano Cardu venne incaricato di progettare e costruire importanti opere per la Corte del Siam, tra cui il Palazzo del Principe Chaturonratsami (1879) e il Royal Military College (1890-1892), lasciando un’impronta indelebile nel paesaggio della nascente metropoli thailandese.
Non meno significativo fu poi il suo intervento nella costruzione dell’Hotel Oriental (1890), destinato a ospitare diplomatici e regnanti in visita alla corte siamese. Questo edificio, oggi conosciuto come Mandarin Oriental Bangkok, conserva ancora nelle sue parti di rappresentanza il fascino e i caratteri architettonici originari, testimonianza dell’abilità e della raffinatezza con cui il costruttore cagliaritano seppe fondere ingegneria e tradizione locale.
Parallelamente alla sua attività professionale, Cardu coltivò una profonda curiosità per l’arte e l’artigianato orientale, raccogliendo con passione una collezione straordinaria di oggetti provenienti dal Siam e da altre regioni dell’Asia sud-orinetale, grazie anche ai suoi numerosi viaggi in tutta la penisola indocinese, in Cina, in Giappone e in India. Sculture sacre, dipinti raffinati, armi cerimoniali e preziose porcellane si unirono così in un corpus di inestimabile valore, donata nel 1914 alla città di Cagliari, e inizialmente esposto nel Palazzo Civico, che aprì ufficialmente al pubblico nel 1918, con una sala dedicata al piano nobile del Palazzo Civico Ottone Bacaredda.
L’allestimento e il catalogo del nascente Museo d’Arte Siamese furono curati dallo stesso Stefano Cardu, che destinò i proventi della mostra agli orfani della Prima guerra mondiale. Durante la Seconda guerra mondiale, per proteggerla dai bombardamenti, la collezione d’arte siamese venne trasferita nelle grotte dei Giardini Pubblici, per poi essere riordinata da Gildo Fossati nel 1969 ed esposta nella Galleria Comunale d’Arte nel 1977, fino al definitivo spostamento, avvenuto nel 1981, all’interno della sua attuale sede nella Cittadella dei Musei.
Grazie al suo spirito intraprendente e alla sua sensibilità artistica, il visionario ingegnere sardo non si limitò dunque a raccogliere una vasta moltitudine di oggetti, ma si fece interprete di un ponte culturale tra Oriente e Occidente. La sua collezione non è infatti solo un insieme di manufatti, ma una testimonianza viva di un’epoca, di un incontro tra civiltà e di una visione che continua a ispirare: ogni opera e ogni oggetto che ne fanno parte sono infatti un piccolo frammento di un mondo misterioso e affascinante, che si riflette nella maestria artigianale degli artisti che li hanno creati.
Dall’Oriente alla Sardegna: un viaggio nell’affascinante collezione d’arte siamese dei Musei Civici Cagliari
La collezione, ospitata nel Museo Siamese Stefano Cardu e parte dei Musei Civici Cagliari è composta da oltre mille pezzi, databili tra il XV e il XIX secolo, che coprono un ampio arco temporale e testimoniano le diverse fasi della cultura siamese, e la rendono la più ampia esposizione museale dedicata all’arte e all’artigianato dell’antico Siam attualmente presente in Europa, nonchè l’unica dedicato all’arte orientale presente in terra sarda.
Tra gli oggetti più affascinanti presenti all’interno delle meravigliose sale della Cittadella dei Musei è così possibile trovare un’ampia varietà di manoscritti, dipinti e sculture, tutti realizzati con una straordinaria attenzione ai dettagli, che raccontano storie di dei, re e divinità e figure mitologiche, espressioni di un popolo estremamente devoto e spirituale e in grado di offrire una visione unica della bellezza e della raffinatezza della cultura orientale.
Preziosa è anche la presenza di armi rituali, non solo strumenti di guerra, ma anche oggetti carichi di significato simbolico, che non a caso venivano utilizzati anche durante le cerimonie religiose e rituali, dove la violenza lasciava spazio alla spiritualità. La bellezza di questi oggetti bellici è sorprendente, e la loro decorazione è talmente raffinata da trasformarle in veri e propri capolavori di arte applicata. Lo stesso vale per gli utensili in argento e le porcellane esposte nelle sale del museo, esempi di una tradizione che ha raggiunto livelli di perfezione, non solo nell’aspetto estetico, ma anche nella funzionalità e nell’uso quotidiano.
Fondamentale per la valorizzazione della collezione è stato poi il lavoro dell’orientalista Ruben Fais, curatore scientifico del museo tra il 2007 e il 2008 e massimo esperto della raccolta, che si è occupato, tra il 2009 e il 2011, di coordinare il prestito permanente e lo studio specialistico della collezione Canese, una rara e preziosa raccolta d’arte buddhista birmana composta da statuaria, vasi e manoscritti risalenti all’epoca di Konbaung (1752-1885). Questa integrazione ha ulteriormente arricchito il patrimonio esposto, ampliando lo sguardo oltre i confini del Siam e offrendo una prospettiva più ampia sull’arte e sulla cultura dell’Asia sudorientale.
D’altronde, la bellezza di questa collezione, unica nel panorama isolano, risiede proprio nel suo essere così eterogenea e ricca. Passeggiando tra le sale del museo, i visitatori, si trovano infatti ad attraversare secoli di storia, immergendosi in una cultura che è stata a lungo considerata misteriosa e lontana, ma che oggi, grazie anche a questa collezione, diventa più vicina, più comprensibile, più apprezzabile. Al tempo stesso, non si tratta solo di oggetti da ammirare, ma di veri e propri pezzi di storia, che testimoniano l’evoluzione dell’arte siamese nei secoli e la sua costante connessione con le radici religiose e spirituali del popolo thailandese.
Senza contare che la presenza di questi oggetti all’interno del contesto della Cittadella dei Musei di Cagliari non solo arricchisce il già variegato patrimonio culturale della città, frutto del passaggio in terra sarda di molteplici popoli, ognuno con la propria lingua, costumi e usanze, ma offre anche una nuova dimensione alla fruizione della storia e dell’arte. L’introduzione di una collezione di opere orientali in un contesto altrimenti prevalentemente europeo, segnato da influenze artistiche mediterranee e occidentali, rappresenta un’apertura verso nuove prospettive, una sfida alle convenzioni e un quanto mai importante invito alla riflessione, al dialogo tra culture diverse e alla comprensione reciproca.
Addentrarsi nel percorso espositivo di uno dei più suggestivi musei di Cagliari, non solo un luogo di bellezza, ma anche di studio, di ricerca e di scambio culturale, diventa così un’opportunità unica per avvicinarsi a una cultura che, purtroppo, in molti casi è ancora troppo poco conosciuta, uno strumento per comprendere da vicino la storia dei legami tra l’Asia e l’Occidente, e di come questi siano evoluti nel corso dei secoli, in un incontro che ha arricchito entrambi i mondi e ha dato vita a un patrimonio comune di bellezza, arte e conoscenza.
Non da ultimo, la storia del Museo di Arte Siamese è anche la storia personale di un uomo, Stefano Cardu, che con la sua immensa passione e il suo costante impegno ha dedicato la sua vita alla scoperta e alla conservazione di questi straordinari artefatti, creando una collezione dal valore inestimabile per la cultura sarda, italiana, e mondiale. Grazie a lui, oggi possiamo ammirare e studiare questi capolavori, che ci raccontano una storia lontana ma affascinante, e che ci invitano a riflettere sulla bellezza, sulla spiritualità e sulla profondità della cultura siamese e, più in generale, del sud-est asiatico.
Non resta dunque che intraprendere un viaggio straordinario in un Oriente lontano e misterioso, dove la raffinata bellezza dell’arte siamese e la millenaria cultura del Sud-est asiatico trovano piena espressione nell’affascinante allestimento del museo cagliaritano. La Cittadella dei Musei è facilmente raggiungibile percorrendo le vie Santa Margherita, Tommaso Porcell e Fiume partendo da piazza Yenne, oppure, giungendo dalla parte opposta, seguendo il viale Regina Elena fino alla porta di San Pancrazio, con ingresso situato sulla parte destra della piazza.
Il Museo d’Arte Siamese Stefano Cardu è aperto da martedì a domenica, dalle 10.00 alle 18.00 (da settembre a maggio) e dalle 10:00 alle 20:00 (da giugno ad agosto), mentre i biglietti sono acquistabili nella biglietteria all’interno degli spazi della Cittadella o al sul sito museiitaliani.it.
Per maggiori informazioni sulla Mostra o per prenotare una visita, è possibile visitare il sito ufficiale della Cittadella dei Musei sistemamuseale.museicivicicagliari.it, chiamare il numero +39 0706776543 oppure scrivere una mail a museicivici@comune.cagliari.it
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Photo Credit: Facebook, Museo d’Arte Siamese “Stefano Cardu”


