Alla scoperta del quartiere Castello di Cagliari, il cuore storico della città
Un prezioso gioiello domina il capoluogo sardo dall’alto del suo promontorio, un luogo magico dove il passato abbraccia il presente regalando ai visitatori un viaggio affascinante tra le tappe che hanno scandito la vivace storia della Città del Sole.
Entrando nello storico quartiere di Castello (o Castello, senza articolo, come viene popolarmente indicato), si viene immediatamente catturati dall’atmosfera unica che ne permea ogni angolo: case in roccia calcarea, torri maestose e palazzi nobiliari, nei secoli testimoni attenti di battaglie, intrighi e amori, sono intervallati da scorci pittoreschi, piccole piazzette nascoste e vicoli tortuosi che serpeggiano come un labirinto, invitando i visitatori a immergersi in questo angolo di città dove il tempo sembra essersi fermato a un’epoca lontana, e al tempo stesso non scorrere mai, dove ogni pietra ha una storia da raccontare, ogni edificio un aneddoto da svelare.
Passare qualche ora(o anche giornate intere) in questo caratteristico microcosmo ospitato nel cuore di Cagliari, che dalla sua posizione sopraelevata riesce a dominare gran parte della città (il quartiere si estende sopra un colle di origine calcarea, a circa cento metri sul livello del mare), permette dunque di scoprire l’essenza più autentica e genuina dell’antica città di Karalis, e di ripercorrere gli eventi che hanno segnato la sua storia millenaria.
Castéddu ‘e Súsu, storia del quartiere più antico e affascinante della città
La storia di Castello ha origine nel lontano XIII secolo, quando i Pisani trasferirono in questa zona sopraelevata della città le sedi del potere civile, militare e religioso, precedentemente ospitate nella capitale giudicale di Santa Igia, che venne distrutta e da allora scomparve per sempre. Il Castel di Castro, che da il nome al quartiere, nasce infatti originariamente come rocca fortificata, circondata da mura imponenti e torri difensive, come la Torre di San Pancrazio (la più alta della città), e la Torre dell’Elefante, testimonianze di un antico passato che ancora oggi dominano il panorama cittadino e delimitano l’accesso al quartiere, rispettivamente da nord-est e da ovest, sul confine con un altro dei quattro quartieri storici cittadini, quello di Stampace.
Castéddu ‘e Súsu (nome sardo traducibile in italiano come “castello di sopra”) non smise di ricoprire un ruolo di grande importanza strategica anche sotto la successiva dominazione aragonese, spagnola, austriaca e sabauda, e fino alla seconda guerra mondiale, in un miscuglio di contaminazioni e influenze che nei secoli hanno lasciato un’impronta indelebile sull’assetto architetturale e sul tessuto socio-culturale e artistico del quartiere, di cui ne sono testimonianza i numerosi palazzi nobiliari, chiese e monumenti che lo popolano, inclusi i principali centri di potere cittadino (all’interno del quartiere possiamo ancora oggi trovare importanti istituzioni, quali la Prefettura e l’aula consiliare della Città metropolitana di Cagliari, entrambe ospitate nei locali del palazzo Reale, situato nella piazza Palazzo).
Questo ruolo di rilievo ha contribuito, nel tempo, a stabilire una sorta di identificazione tanto simbolica quanto concreta tra questo quartiere e tutta la città, al punto che Cagliari stessa viene spesso affettuosamente chiamata città di Casteddu.
Chiese barocche, porte storiche, scorci mozzafiato (e non solo): i luoghi da non perdere durante una visita a Castello
Oggi, passeggiare tra le viuzze di Castello è come visitare un museo a cielo, sospeso a metà tra il turchese ipnotico del mare e il celeste brillante del cielo, e illuminato da un sole che non sempre smettere mai di splendere sopra i suoi pittoreschi scorci, che da sempre incantano poeti, artisti e scrittori.
Tra questi, lo scrittore inglese David Herbert Lawrence, che nel suo capolavoro “Mare e Sardegna” del 1921, opera a metà tra una guida turistica d’altri tempi e un inno alla bellezza dell’Isola, in cui viene documentata in maniera estremamente dettagliata la realtà paesaggistica e antropologica di questo variegato territorio, scrisse”La sommità di Cagliari è la fortezza: la vecchia porta, i vecchi bastioni di bella arenaria giallastra a nido d’ape. Il muro di cinta sale su con un’ampia curvatura, spagnolo, splendido e vertiginoso”.
E sono proprio queste mura di cinta a delimitare l’ingresso della città, proteggendone l’essenza dal resto del mondo, ma al tempo stesso invitando i visitatori a entrarvi e accogliendoli nel suo caldo abbraccio.
Un ingresso ancora oggi possibile soltanto attraverso le quattro principali Porte storiche: Porta Cristina (costruita nel 1825 durante il regno di Carlo Felice di Savoia, che la intitolò alla moglie, e che conduce direttamente nel cuore del quartiere, collegando il viale Buoncammino, ove è presente lo storico carcere, a piazza Arsenale, una delle principali dell’intero capoluogo sardo), Porta dei Leoni (situata sul lato sud del quartiere vicino alla celebre Torre dell’Elefante, e adornata, come suggerito dal nome, da due leoni scolpiti nella pietra), Porta di San Pancrazio (una delle principali vie di accesso al quartiere durante il periodo medievale, anch’essa situata vicino all’omonima torre, che consente di accedere direttamente in una delle zone più alte e panoramiche del Castello, dove godere di una vista mozzafiato sull’intera città e sul mare), e Porta di Villanova (che collega il Castello al quartiere più giovane tra quelli storici, quello di Villanova).
Una volta varcate queste porte, siamo catapultati in un piccolo universo a parte, in cui spiccano subito all’occhio preziose testimonianze della fondazione pisana, tra cui la più suggestiva è certamente la Cattedrale di Santa Maria (anche nota come Duomo di Cagliari), il principale luogo di culto cittadino e uno dei più importanti monumenti dell’intera Sardegna, costruita nel XIII inizialmente come chiesa dedicata a Santa Cecilia, ed elevata a rango di cattedrale soltanto durante il dominio aragonese del XIV secolo. Fu tuttavia solo con l’arrivo dei Savoia nel XVIII secolo che l’edificio originario fu sottoposto a ulteriori restauri che ne modificarono l’aspetto, incorporando gli elementi barocchi e neoclassici che possiamo oggi ammirare (l’attuale facciata è stata ricostruita agli inizi del Novecento, pur mantenendo intatto lo stile originario).
Oltre alla Cattedrale di Santa Maria, il Quartiere Castello di Cagliari ospita altre chiese di grande valore storico e artistico: la Basilica di Santa Croce, costruita nel XVI secolo sui resti di un’antica sinagoga, la Chiesa di San Giuseppe Calasanzio, edificata tra il XVII e il XVIII secolo dai padri Scolopi, un gioiello di architettura barocca, che invita al raccoglimento nella sua sobria eleganza e semplicità, la Chiesa di Santa Lucia, dedicata alla martire siracusana, e la Chiesa di Santa Maria del Monte, risalente al ‘500, oggi sede del Sovrano Militare Ordine di Malta, che oltre ad essere un importante luogo di culto e riflessione, offre anche un magnifico punto panoramico da cui osservare il lento scorrere della vita cittadina.
Tuttavia, difficile è competere con la vista incantevole che si può ammirare dal Bastione di Saint Remy, forse il punto panoramico più famoso di Cagliari. Costruito alla fine del XIX secolo sugli antichi bastioni spagnoli della Zecca e dello Sperone, questo imponente e scenografico edificio è collegato da una scalinata monumentale alla panoramica Terrazza Umberto I, un vero e proprio balcone sospeso sulla città, che permette di godere di una vista a trecentosessanta gradi sul Golfo di Cagliari, sull’antico quartiere di Marina, sul maestoso viale Regina Margherita e sui tetti rossi della città vecchia. Il consiglio è quello di recarsi in questo luogo magico al tramonto, quando il cielo si tinge di arancione e rosa, e l’orizzonte sembra fondersi con il mare.
Al tempo stesso, questo vivace quartiere ospita anche alcuni degli edifici storici più significativi della città, un tempo simbolo di potere e prestigioso e oggi testimonianze viventi dell’opulenza delle epoche passate, quali il Palazzo Regio, risalente all’epoca pisana e successivamente adibito a residenza dei viceré durante le dominazioni aragonese, spagnola e sabauda, oggi sede della Prefettura e della Provincia di Cagliari, e l’antico Palazzo di Città, dal Medioevo fino ai primi anni del Novecento sede del Municipio di Cagliari, che di recente è stato convertito in spazio espositivo con interessanti mostre temporanee di arte contemporanea, offrendo ai visitatori la possibilità di imbarcarsi in un viaggio indimenticabile tra passato con il presente.
Degni di menzione anche ilPalazzo delle Seziate, un tempo utilizzato per le sessioni della Corte Giudiziaria, il Palazzo Arcivescovile, situato vicino alla Cattedrale di Santa Maria, il Palazzo dell’Università e, infine, Palazzo Boyl, in pieno stile neoclassico al pari delle altre opere dello stesso architetto, Carlo Pilo Boyl, come la Porta del Regio Arsenale militare e la porta Cristina.
Tra i luoghi più affascinanti del quartiere non possiamo scordare il Museo Archeologico Nazionale: situato nella Cittadella dei Musei, custodisce una vasta collezione di reperti che coprono oltre 7000 anni di storia sarda, dalle civiltà nuragiche ai Romani. Ogni sala del museo è un tuffo nel passato, dove si possono ammirare statue, ceramiche, armi e gioielli che raccontano la vita quotidiana e le credenze religiose degli antichi abitanti dell’isola.
All’interno del complesso si trovano anche: la Pinacoteca Nazionale, dove è possibile ammirare antichi retabli, pitture religiose ed opere di artisti locali; il Museo delle Cere Anatomiche, con una collezione di 23 modelli anatomici realizzati agli inizi del XIX secolo da Clemente Susini; e il Museo d’Arte Siamese, che ospita una magnifica collezione di armi, porcellane e oggetti di manifattura orientale.
Eleganza e modernità si incontrano a Palazzo Doglio, punto di partenza privilegiato per scoprire i tesori di Castello
Ma il Quartiere Castello non è solo una collezione di antiche chiese, palazzi nobiliari e possenti mura. È un luogo vibrante, dove la vita scorre lenta ma intensa. Passeggiando per le sue strade, si incontrano botteghe artigiane che vendono prodotti tipici e creazioni uniche, caffè accoglienti dove fermarsi per sorseggiare un buon espresso o concedersi un bicchiere di vermentino, e ristoranti che offrono piatti della tradizione sarda, preparati con ingredienti locali e ricette tramandate di generazione in generazione.
Un centro pulsante di cultura e tradizione, dove ogni anno si svolgono numerosi eventi che richiamano visitatori da tutta la Sardegna (e oltre), da vivere in prima persona, assaporandone ogni magico dettaglio, andando alla scoperta dei suoi scorci più suggestivi, non necessariamente quelli più popolari e “instagrammabili”, ma quelli che più richiamano la nostra attenzione. D’altronde perdersi nel labirinto di Castello è forse il modo migliore di conoscerne i segreti più intimi -difficili da raccontare a parole, così come è difficile mettere nero su bianco la sua sfaccettata essenza.
E quale modo migliore per mantenere in vita la meraviglia che si respira in ogni angolo di questo affascinante quartiere che alloggiare presso uno degli edifici che meglio incarnano la bellezza senza tempo degli antichi palazzi storici e, al tempo stesso, la vivacità del capoluogo sardo: stiamo parlando di Palazzo Doglio, lussuoso hotel a cinque stelle situato in via Logudoro, nel cuore della città, che fa dell’unione tra l’eleganza classica degli arredamenti, impreziositi da dettagli classici come il candido marmo di Carrara, che contrasta con i toni più bruni e parlati del pregiato marmo Emperador, e il carattere avanguardistico degli oggetti di design presenti all’interno delle sue camere e suite, uno dei suoi più grandi punti di forza, assieme a una ricca offerta di servizi per la cura della persona e per l’intrattenimento che trasportano l’ospite in una sorta di “città nella città”, facendolo sentire coccolato e seguito in ogni sua minima esigenza.
E così, a una cena nella prestigiosa Osteria del Forte, moderna osteria che unisce tradizione e innovazione in un concept unico del suo genere, affacciata sulla meravigliosa Corte Doglio, un ampio spazio all’aperto modellato sull’esempio delle antiche piazze italiane, può seguire un trattamento rilassante e rigenerante presso la rinomata Mindfulness Spa, la visione di uno spettacolo teatrale in compagnia dei più piccoli presso il nuovissimo Teatro Doglio, o un bagno al tramonto nelle acque cristalline della suggestiva spiaggia del Poetto (per chi desidera un momento di relax e divertimento, l’hotel offre una beach area dedicata presso lo storico stabilimento balneare “Il Lido”).
In poche parole, tutto ciò che può servire per sperimentare la città da un punto di vista privilegiato, quello di chi la conosce da sempre, e che generosamente ha il desiderio di condividerla, in tutte le sue straordinarie sfumature.
Per maggiori informazioni è possibile contattare il numero +39 070 64640, oppure scrivere una mail a info@palazzodoglio.com.
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