Trekking Sardegna: alla scoperta dei migliori itinerari nella porzione meridionale dell’isola
Dalle passeggiate brevi e accessibili all’interno dell’Oasi WWF di Monte Arcosu alle escursioni più impegnative nell’entroterra, come il suggestivo sentiero costiero tra Cala Domestica e Porto Flavia, ecco 10 percorsi imperdibili per vivere il Sud della Sardegna a passo lento, tra natura incontaminata e panorami mozzafiato.
Chi ha attraversato almeno una volta il Sud della Sardegna sa bene che questa affascinante regione non si lascia scoprire in fretta: ogni sentiero nascosto nel verde smeraldo della macchia mediterranea, ogni promontorio che si affaccia su alcune delle spiagge più belle dell’Isola, ogni angolo remoto e silenzioso, come le gole solitarie del Parco di Gutturu Mannu o ancora le antiche foreste di lecci del Monte Arcosu, racconta un frammento di un’identità profonda e autentica, fatta tanto di millenari contrasti quanto di armonie inaspettate, pronte per essere scoperte.
È proprio in questo contesto paesaggistico, storico e cultura le straordinario che si snodano dieci escursioni Sardegna capaci di coniugare il piacere del camminare con il privilegio di andare alla scoperta dell’anima più autentica dell’isola, quella lontana dai luoghi del turismo di massa e delle mete più “in”. Ognuno di questi trekking Sardegna è ideale per essere completato in una giornata o poco più, e si caratterizza per una varietà di lunghezze e difficoltà, così da soddisfare sia chi desidera una passeggiata rilassante sia chi cerca un’esperienza più impegnativa e avventurosa.
Escursioni in Sardegna: 10 itinerari nel cuore della porzione meridionale dell’isola
Immergersi nella natura selvaggia e variegata del Sud della Sardegna significa scoprire paesaggi incontaminati, borghi suggestivi e percorsi che raccontano la storia millenaria dell’isola, attraverso sentieri che si snodano tra mare, montagna e boschi profumati. Qui di seguito dieci tra le più belle escursioni in Sardegna.
1. Cala Goloritzé (Baunei)
- Punto di partenza: Altopiano del Golgo (Baunei)
- Punto di arrivo: Cala Goloritzé
- Lunghezza: 3,5 km (solo andata)
- Dislivello: 470 metri in discesa/ salita
- Durata: 3.5 ore andata e ritorno circa
L’escursione verso Cala Goloritzé è uno dei trekking più amati della Sardegna, un’esperienza in grado di unire la fatica del cammino alla meraviglia dei passaggi che si susseguono lungo lo stesso.
Il sentiero si snoda per circa 3,5 km con un dislivello di 470 metri, partendo dall’altopiano del Golgo, sopra Barnuei, ed è ben tracciato, ma richiede attenzione al fondo roccioso e sconnesso, soprattutto al ritorno in salita, che si rivela più impegnativo. Il tempo medio per l’andata e ritorno è di circa tre ore e mezza. La cala appare all’improvviso, incastonata tra le falesie bianche e dominata dal pinnacolo aguzzo alto 143 metri, simbolo della zona.
L’accesso alla cala è regolamentato: è necessario prenotare online con anticipo, poiché il numero di visitatori è limitato a300 al giorno. L’escursione è consigliata all’alba o nel tardo pomeriggio per evitare il caldo e godersi la magia della luce che avvolge morbidamente sul paesaggio.
2. Oasi WWF di Monte Arcosu (Capoterra)
- Punto di partenza: Ingresso principale presso Uta
- Punto di arrivo: Rientro al punto di partenza (anelli vari)
- Lunghezza:Da 3,5 km a oltre 15 km (a seconda del percorso)
- Dislivello: Fino a 500 metri
- Durata: Da 1,5 a 6 ore circa, variabile per itinerario
Nel cuore del Sulcis, a pochi chilometri da Cagliari, si estende la più grande oasi WWF d’Italia:quella di Monte Arcosu, un’area di oltre 3.600 ettari di foreste montane, torrenti, valloni e creste abitate dal maestoso cervo sardo.L’ingresso principale si trova nei pressi di Uta e l’area è aperta nei fine settimana e nei festivi. All’interno si snodano numerosi percorsi, adatti sia a famiglie con bambini che a escursionisti esperti: si va dal breve sentiero Sa Canna (3,5 km) a itinerari più impegnativi che superano i 15 chilometri e affrontano dislivelli di oltre 500 metri.
I camminatori più allenati possono scegliere l’anello di PerduMelis, che regala panorami spettacolari su valli fitte di lecci e corbezzoli. Chi invece preferisce un trekking meno impegnativo può seguire i tracciati lungo il rio Guttureddu, dove non è raro avvistare esemplari di cervo o poiane. La varietà di ambienti –dai boschi umidi con ontani e felci ai crinali assolati – fa di questo sito un piccolo scrigno di biodiversità. Si consiglia diportare con sé acqua, repellente per insetti e scarpe da trekking, e di evitare le ore centrali della giornata, soprattutto in estate.
3. Sentiero dei 5 Faraglioni: da Nebida a Porto Flavia
- Punto di partenza: Spiaggia di Funtanamare (SU)
- Punto d’arrivo: Spiaggia di Masua (SU)
- Lunghezza: 7,8km
- Dislivello: 210 metri
- Durata: circa 3 ore
Un trekking suggestivo che unisce paesaggio costiero e archeologia mineraria è il Sentiero dei 5 Faraglioni, che collega Nebida a PortoFlavia passando per Masua. Il tracciato, lungo circa 8 km, si sviluppa tra passerelle in legno, saliscendi rocciosi e tratti esposti sulla falesia. Il dislivello complessivo si aggira intorno ai300 metri, distribuiti lungo il percorso, che può essere completato in circa tre ore con passo veloce.
Il panorama è mozzafiato fin dall’inizio: dalla Laveria Lamarmora, un’antica struttura industriale oggi riconvertita a belvedere, si ammira l’imponente profilo del Pan di Zucchero, con i suoi 133metri il faraglione più alto del Mediterraneo. Lungo il percorso si incontrano spiagge nascoste, come Portu Banda e Portu Corallo, e si raggiunge infine il sito di Porto Flavia, incredibile esempio di ingegneria mineraria sospeso sulla scogliera, visitabile su prenotazione. È un’escursione adatta a chi ha un minimo di esperienza su sentieri costieri e non soffre di vertigini.
4. Cala Domestica – Porto Flavia (variante costiera)
- Punto di partenza: Cala Domestica
- Punto di arrivo: Porto Flavia
- Lunghezza: 9 km circa
- Dislivello:Oltre 400 metri
- Durata: 4-5 ore circa
Un itinerario più selvaggio e impegnativo, ma di straordinaria bellezza, è quello che collega Cala Domestica a Porto Flavia, seguendo la costa alta. Il sentiero, lungo circa 9 chilometri, si snoda tra falesie, gallerie abbandonate e scorci spettacolari che si stagliano contro l’azzurro ipnotico del mare. Con un dislivello complessivo di oltre 400 metri, il percorso richiede passo sicuro, abbigliamento tecnico e preferibilmente l’accompagnamento di chi conosce bene la zona.
Si parte dalla cala, incorniciata da dune e torri di arenaria, per risalire gradualmente verso la scogliera, dove la vegetazione si fara da e il vento batte con forza. Il sentiero passa accanto a strutture minerarie abbandonate e piccoli belvedere naturali affacciati sul Pan di Zucchero. Alcuni tratti, soprattutto vicino alla galleria di Porto Flavia, sono esposti ed è dunque bene fare attenzione. Il ritorno può avvenire lungo lo stesso percorso o tramite servizio navetta (da prenotare) fino al punto di partenza.
5. Punta Salinas e le dune di Piscinas (Arbus)
- Punto di partenza: Nei pressi di Scivu
- Punto di arrivo: Dune di Piscinas
- Lunghezza: 12 km (andata e ritorno)
- Dislivello: 450 metri
- Durata: 5 ore circa
Nel cuore della Costa Verde, tra le zone più remote del Sud Sardegna, si sviluppa un itinerario che unisce due paesaggi profondamente diversi, ma altrettanto affascinanti – l’altura rocciosa di Punta Salinas e le immense dune di Piscinas. L’escursione ha inizio nei pressi di Scivu, con un sentiero che si addentra nella macchia mediterranea e sale verso l’altopiano, offrendo già dai primi tornanti viste spettacolari sull’intera costa. Il percorso, lungo circa 12 chilometri complessivi tra andata e ritorno, presenta un dislivello di 450 metri e richiede circa cinque ore per essere completato con calma, assaporando le meraviglie circostanti.
Salendo verso Punta Salinas, ci si lascia alle spalle il mare per entrare in un ambiente quasi lunare, fatto di granito rosso e cespugli bassi, dove lo sguardo può spaziare fino a Capo Pecora. La discesa verso le dune di Piscinas è un’esperienza sensoriale unica: si attraversano colline sabbiose modellate dal maestrale, in un silenzio irreale interrotto solo dal fruscio del vento. Le dune, tra le più alte d’Europa, sono un ecosistema fragile e straordinario, popolato da cervi, volpi e uccelli migratori. L’escursione è adatta a persone con un minimo di allenamento, soprattutto per la lunghezza del tragitto e l’esposizione a condizioni climatiche talvolta estreme.
6. Monte Ferru (Fluminimaggiore)
- Punto di partenza: Portixeddu o vallata di Antas
- Punto di arrivo: Ritorno al punto di partenza (anello)
- Lunghezza: 10 km circa
- Dislivello: 600 metri
- Durata: 4-5 ore
L’escursione parte in genere dalla località Portixeddu o dalla vallata di Antas, e si sviluppa lungo un anello di circa 10 chilometri con un dislivello di 600 metri, affrontabile in quattro o cinque ore. Il sentiero, ben segnato ma poco battuto, attraversa una fitta vegetazione di lecci e corbezzoli, interrotta da radure panoramiche e formazioni rocciose scolpite dal vento.
L’ascesa finale al culmine di Monte Ferru (a 1.067 metri s.l.m.)regala una delle vedute più suggestive del sud-ovest sardo: il mare all’orizzonte, le curve del Flumendosa, e più in lontananza i rilievi del Gennargentu. Nei giorni limpidi, si scorgono nitida mente anche i profili della costa iglesiente. Si tratta di un’escursione consigliata in primavera o in autunno, quando le temperature sono più miti e la natura si mostra nel suo massimo splendore. Il percorso può essere arricchito con la visita al vicino Tempio di Antas, un sito archeologico di grande suggestione immerso nel verde della macchia mediterranea.
7. Montarbu e Perda Liana (Seui – Gairo Taquisara)
- Punto di partenza: Rifugio forestale di Montarbu
- Punto di arrivo: Ritorno al punto di partenza (anello)
- Lunghezza: 13 km circa
- Dislivello: 700 metri
- Durata: 5-6 ore
Il cuore montuoso della Barbagia di Seulo ospita uno degli scenari più maestosi e incontaminati della Sardegna:l’altopiano del Montarbu e il monumento naturale di Perda Liana, spesso definito il “Cervino sardo” per la sua forma slanciata.L’escursione inizia dal rifugio forestale di Montarbu, raggiungibile tramite una lunga strada sterrata da Seui o Gairo Taquisara, ed è un anello impegnativo ma indimenticabile di circa 13chilometri, con 700 metri di dislivello e una durata media di cinque-sei ore.
Il sentiero si snoda tra fitti boschi di lecci, radure silenziose e altopiani brulli dove si incontrano mufloni, aquile reali e, in primavera, orchidee spontanee. L’ascesa verso Perda Liana è il momento più emozionante del percorso: la roccia si innalza come una torre di guardia in mezzo al nulla, visibile a chilometri di distanza, e offre un punto panoramico d’eccezione sulle montagne del Gennargentu. L’escursione richiede buone condizioni fisiche e senso dell’orientamento, ed è vivamente consigliato utilizzare ilGPS o affidarsi a una guida esperta, data l’ampiezza dell’area e la segnaletica non sempre chiara.
8. BaccuLocci (Villaputzu)
- Punto di partenza: Villaputzu o Genna Arramene
- Punto di arrivo: Ritorno al punto di partenza (anello)
- Lunghezza: 10-11 km
- Dislivello: 500 metri
- Durata: 4-5 ore
Nella parte orientale del Sarrabus, l’antica valle di Baccu Locci rappresenta una delle escursioni in Sardegna più affascinanti dal punto di vista storico e naturalistico. Si tratta di una gola profonda e selvaggia, attraversata da un torrente cristallino e punteggiata dalle rovine di un villaggio minerario abbandonato. Il percorso, ad anello, parte da Villaputzu o dalla località Genna Arramene e si sviluppa per circa 10-11 chilometri con500 metri di dislivello.
Durante il cammino si alternano tratti ombreggiati lungo il fiume a salite panoramiche tra ginepri e lentischi, con scorci improvvisi sulle vecchie gallerie e sulle strutture arrugginite della miniera.Il contrasto tra la natura rigogliosa e il relitto industriale crea un’atmosfera sospesa, quasi cinematografica. L’escursione è ideale in primavera o in autunno, quando il torrente è attivo e la vegetazione esplode di colori, ma bisogna fare attenzione al fondo, scivoloso in alcuni tratti. Non è raro incontrare escursionisti esperti intenti a bivaccare o a percorrere la zona in mountain bike.
9. Nuraghe Seruci –Tempio di Antas
- Punto di partenza: Pendici del colle Seruci (Gonnesa)
- Punto di arrivo: Tempio di Antas e ritorno
- Lunghezza: 9km
- Dislivello: Basso
- Durata: 3.5 ore
Perfetta per chi desidera un’escursione che unisca storia e natura, il trekking che collega il Nuraghe Seruci e ilTempio di Antas offre un itinerario unico, capace di far rivivere l’anima antica della Sardegna. Si parte dalle pendici del colle Seruci, nei pressi di Gonnesa, e si cammina verso nord-est attraverso un paesaggio collinare estremamente suggestivo. Il percorso è lungo circa 9 chilometri, con un dislivello contenuto e un tempo di percorrenza di circa tre ore e mezza.
Il nuraghe Seruci è uno dei complessi megalitici più estesi dell’isola, circondato da capanne e resti di mura ciclopiche.Camminando verso Antas si attraversano antiche mulattiere, tratti boscosi e pianori erbosi, fino a raggiungere l’area sacra romana dedicata a Sardus Pater. Il tempio si erge in una conca verdissima, circondato da monti e lecci secolari, in un silenzio quasi liturgico. L’escursione è adatta a tutti, inclusi bambini accompagnati, ed è un’ottima occasione per unire archeologia, paesaggio e trekking leggero in un’unica giornata.
10. Foresta di Croccorigas (Villagrande Strisaili)
- Punto di partenza: Villagrande Strisaili (area Croccorigas)
- Punto di arrivo: Ritorno al punto di partenza (anello)
- Lunghezza: 8 km
- Dislivello: 300 metri
- Durata: 2-2.5 ore
Per concludere, una delle escursioni in Sardegna più intime e suggestive, ma anche tra le meno conosciute: la Foresta di Croccorigas, nel territorio di Villagrande Strisaili. Qui, tra gole profonde e boschi umidi, si trova una rete di sentieri immersa nel silenzio più assoluto. Il percorso consigliato è un anello di circa 8 chilometri, con dislivello moderato (300 metri), da percorrere in poco più di due ore, perfetto per chi cerca un’esperienza rigenerante lontano dalle mete più battute.
L’itinerario si sviluppa all’interno di una foresta demaniale gestita con cura, dove il muschio ricopre le rocce e il sottobosco profuma di funghi e foglie. Lungo il cammino si incontrano ruscelli, piccole cascate e punti panoramici su gole boscose che ricordano, per atmosfera, i paesaggi appenninici. Nei mesi autunnali, il foliage offre uno spettacolo di colori che sorprende per intensità. La zona è accessibile anche d’inverno, purché non vi siano piogge abbondanti, e si presta a essere esplorata anche in compagnia di guide naturalistiche locali per apprezzarne al meglio la bellezza nascosta.
Palazzo Doglio, il punto di partenza perfetto per escursioni in Sardegna indimenticabili
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