Pasqua in Sardegna: viaggio tra le meraviglie di Cagliari
Un weekend di Pasqua a Cagliari offre la preziosa opportunità di andare alla scoperta della cultura, della storia e della bellezza naturale di questa affascinante città situata nell’incantevole cornice del sud della Sardegna.
Una città dalla bellezza struggente, ma generosa, in grado di regalare ai suoi visitatori emozioni uniche, tra imponenti mura medievali, che raccontano una storia plurimillenaria fatta di conquiste, sconfitte e ardenti ambizioni, quartieri eleganti e cosmopoliti che racchiudono l’essenza dinamica e intraprendente delle sue genti, scorci mozzafiato su alcune delle cale più belle del Golfo degli Angeli, e una cultura gastronomica che parla direttamente al cuore (oltre che alla pancia): Cagliari è tutto questo, e di più.
Perché allora non sfruttare l’ultimo weekend di marzo per immergersi a trecentosessanta gradi nel calore genuino dell’antica città di Karalis e andare alla scoperta del suo ricco patrimonio storico, naturale e artistico sotto i primi raggi del sole primaverile.
Senza dimenticare che proprio durante questo periodo il capoluogo sardo si anima con i riti e le tradizioni della Pasqua e, più in generale, della Settimana Santa, sfoggiando quel dualismo tra religiosità e simbolismo che fin dalla notte dei tempi caratterizza, nella sua essenza più pura e genuina, la cultura isolana. Un ecosistema unico in cui il confine tra folklore e spiritualità sembra svanire e entro il quale anche chi è ospite sull’Isola può, almeno per qualche ora, identificarsi e sentirsi parte di qualcosa di più grande dell’universo individuale.
Ecco dunque cinque esperienze imperdibili che renderanno indimenticabile un soggiorno nel sud dell’isola e che permetteranno di cominciare a scoprire -o riscoprire, se non è la prima volta- i mille volti di Cagliari e dei suoi dintorni, partendo dai suoi pittoreschi quartieri storici, per arrivare alle sue spiagge mozzafiato e alla sua variegata proposta gastronomica.
Come trascorrere il weekend di Pasqua a Cagliari: 5 esperienze per scoprire il sud dell’Isola
Il cuore pulsante dell’Isola batte più forte che mai durante il periodo primaverile, quando i profumi inebrianti della macchia mediterranea, punteggiata dal giallo contagioso delle ginestre in fiore e dall’azzurro pastello dei fiori di borragine e rosmarino selvatico, colorano i dintorni di Cagliari, baciati dai primi, ma decisi, raggi del sole primaverile.
Un’atmosfera paradisiaca che risveglia i cinque sensi e che fa sfondo alle diverse attività che il capoluogo sardo e, più in generale il Sud Sardegna, regala a chi decide di farvi visita durante il weekend pasquale. Qui le cinque che meglio consentono di immergersi nella storia e cultura millenaria dell’Isola, cogliendone al contempo la magnetica bellezza naturale, le sue contraddizioni e i suoi segreti.
1. Scoprire i segreti dell’antico quartiere di Castello
Un vero e proprio tuffo nel passato: non c’è modo migliore per descrivere quello che si prova visitando l’antico quartiere di Castello (su Casteddu), il principale dei quattro quartieri storici del capoluogo sardo, insieme a Marina, Stampace e Villanova.
“La sommità di Cagliari è la fortezza: la vecchia porta, i vecchi bastioni di bella arenaria giallastra a nido d’ape. Il muro di cinta sale su con un’ampia curvatura, spagnolo, splendido e vertiginoso”, già da queste parole, scritte dal celebre scrittore e poeta inglese David Herbert Lawrence nel suo diario di viaggio “Mare e Sardegna” (1921), è facile intuire come questo quartiere, che domina la città dalla sua posizione privilegiata a circa cento metri sul livello del mare, si delinei come un vero e proprio microcosmo a parte, in cui le strette viuzze e le case in pietra parlano ancora oggi delle intricate vicende che hanno contribuito a costruire, influenzandolo e modellandolo, il passato dell’Isola.
A partire dalla costruzione delle sue mura, torri e bastioni per opera dei Pisani nel lontano XIII secolo, che in questo angolo di città trasferirono le sedi delpotere civile, militare e religioso, che qui rimasero anche durante le successive dominazioni Aragonese-Spagnola e poi Piemontese, fino al termine della seconda guerra mondiale. Ancora ai giorni nostri Castello ospita alcune delle più importanti istituzioni cagliaritane come la Prefettura, l’aula Consiliare della Città Metropolitana di Cagliari, ospitata nei locali del palazzo Reale, e la sede principale dell’Università degli Studi di Cagliari.
Il modo migliore per esplorare questo angolo di mondo dove il tempo sembra essersi fermato a un tempo lontano è quello di attraversarne i punti principali, tra cui la splendida Cattedrale di Santa Maria, un capolavoro di stile romanico-pisano, la Torre dell’Elefante, seconda torre più alta della città, e il Bastione di Saint Remy, da cui godere una vista mozzafiato sulla città e sul mare, per poi perdersi nelle viuzze secondarie e negli angoli nascosti, scoprendone i suoi più intimi segreti.
2. Ammirare la magia del tramonto sopra Cagliari
L’inizio della stagione primaverile, si sa, porta in dono alcuni dei tramonti più poetici dell’anno: perchè non cogliere l’opportunità di ammirare i colori magnetici del cielo dietro al Sole che si tuffa nelle acque cristalline del mare sardo e, al tempo stesso, ammirare la città dall’alto, avventurandosi in alcuni dei punti panoramici più amati dai locali.
Tra questi meritano sicuramente una menzione il Castello di San Michele, dalle cui mura fortificate si può godere di una vista a dir poco mozzafiato sulla città e su alcune delle spiagge più belle del Sud Sardegna, tra cui quelle del Poetto e di Calamosca, che cominciano a popolarsi di coppie e famiglie con l’inizio della bella stagione. Non meno suggestivo è lo spettacolo offerto dal belvedere del Colle Sant’Elia, che con i suoi 136 metri d’altezza è il più alto dei nove colli che ospitano la città, un luogo in cui tempo e spazio sembrano svanire per far spazio a una visuale a dir poco mozzafiato sulle vicine Saline di Molentargius e sul poetico Golfo degli Angeli.
Da non perdere è anche la passeggiata panoramica del Buoncammino, commissionata dai Savoia per compensare la mancanza di spazi verdi dove passeggiare in città, che da Porta Cristina giunge fino alla sommità del Colle di Buoncammino, offrendo scorci preziosi sulla vicina laguna di Santa Gilla e sui monti di Capoterra. .
Infine, tra i luoghi “sacri” più amati dai locali vi è il Belvedere di Viale Europa, situato sulla vetta del colle di Monte Urpinu, un luogo sospeso nel tempo da cui dominare con la vista tutta la città.
3. Scoprire alcune delle spiagge più belle del Sud Sardegna
Trascorrere il weekend lungo di Pasqua e Pasquetta in riva ad alcune delle spiagge più belle e incontaminate della Sardegna è per molti un sogno, che diventa realtà se si decide di fare base nel capoluogo isolano.
A pochi passi dal centro di Cagliari troviamo infatti alcune perle costiere di rara bellezza, come la spiaggia del Poetto, 8 chilometri di sabbia bianca e finissima baciata da un mare turchese ipnotico che si estende tra Cagliari e Quartu Sant’Elena. Qui è possibile fare il primo bagno della stagione, o organizzare un pic-nic di Pasquetta all’insegna della spensieratezza e del divertimento.
Se si ha la possibilità di spostarsi di poco dal centro cittadino, imperdibili sono le spiagge paradisiache di Villasimius, tra cui Porto Giunco, Spiaggia del Riso, e Punta Molentis, e quella di Chia, situata a circa 45 chilometri a sud-ovest di Cagliari, tra cui spiccano le gettonatissime Su Giudeu, Cala Cipolla e Tuerredda.
Apprezzata per le lunghe distese di sabbia soffice e candida è anche la Costa Rei, situata invece a est di Cagliari, che vanta un litorale tutto da esplorare, con cale e calette mozzafiato come Cala Sinzias, Cala Pira e Spiaggia di Cala Monte Turno.
Trascorrere il weekend di Pasqua sull’Isola offre anche l’inestimabile opportunità di godere della bellezza del mare sardo senza le folle e le temperature proibitive tipiche dei mesi estivi!
4. Scoprire le radici della cultura sarda in siti archeologici di inestimabile valore
Situato in posizione strategica alle porte del Mediterraneo, il Sud della Sardegna è da sempre crocevia di civiltà, popoli e culture vicine e lontane, le cui testimonianze sono ancora oggi ben visibili nelle centinaia di siti archeologici che punteggiano il territorio della città metropolitana di Cagliari.
Lo stesso capoluogo sardo ospita alcuni reperti archeologici di primo piano nel panorama isolano. Tra questi il complesso residenziale romano di Villa di Tigellio, situato nel quartiere di Stampace, poco sotto il colle di Buoncammino, comprendente le vestigie di tre abitazioni patrizie e una struttura termale, e l’anfiteatro romano risalente al I-II secolo d.C. Questo un tempo ospitava fino a circa diecimila spettatori, i quali potevano assistere a lotte tra uomini e belve feroci (venationes) all’esecuzione di sentenze capitali e a combattimenti all’ultimo sangue tra gladiatori (munera). Meritevole di una visita è anche il Museo Archeologico Nazionale di Cagliari, che ospita una vasta collezione di reperti provenienti da tutto l’isola.
Inoltre, perché non approfittare delle tiepide giornate di inizio primavera per avventurarsi in un viaggio indimenticabile alla scoperta delle radici della cultura sarda: poche decine di km a sud-ovest di Cagliari, nell’istmo di capo Pula, possiamo infatti ammirare quello che rimane della antica città di Nora, dapprima importante baluardo fenicio, poi cartaginese e infine importante centro romano, tanto da essere fregiata del titolo di caput viae, chilometro zero di tutte le strade dell’Isola.
In direzione opposta, andando verso l’entroterra, nelle pittoresche pianure della Marmilla, possiamo invece trovare il complesso Su Nuraxi di Barumini, dal 1997 Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO, un luogo sospeso nel tempo che fa compendio a una delle pagine più fiorenti e intriganti della storia locale, quella della fiorente civiltà nuragica.
5. Deliziare il palato con le prelibatezze tipiche della Pasqua sarda
Assieme a riti e processioni a metà strada tra sacro e profano, come la processione dell’Encontre e quella di Sas Prammasil cibo è uno dei grandi protagonisti della Pasqua sarda. Un viaggio tra i sapori, ricchi e genuini al tempo stesso, dei piatti più iconici del periodo non può dunque che diventare parte integrante di un weekend pasquale sull’Isola volto a scoprirne l’essenza più autentica, che va oltre alla sua immagine patinata spesso riportata sui social o sulle riviste.
Se ristoranti e trattorie tipiche offrono un’ampia scelta di piatti della tradizione pasquale sarda, come i culurgiones (ravioli ripieni di patate), la panada (un cestino di pasta lievitata a base di farina di semola rimacinata, acqua, sale e strutto al cui interno viene riposto un ripieno, generalmente a base di verdure e carne o pesce, che viene poi cotto in forno direttamente nel pane) e le pardulas (piccole tortine rotondeggianti ripiene di ricotta o formaggio fresco insaporito con zafferano o scorza di agrumi, e poi cosparse con abbondante miele prima di essere servite), interessante è anche scoprire come questi possano essere reinterpretati in chiave moderna, destrutturando e poi ricomponendo i loro ingredienti chiave in maniera innovativa, da ristoranti all’avanguardia, come l’Osteria del Forte di Palazzo Doglio.
Pasqua e Pasquetta 2024 a Palazzo Doglio: un viaggio indimenticabile tra innovazione e tradizione
Quando i sapori e i profumi dell’Isola incontrano l’estro creativo dell’executive chef Alessandro Cocco e del suo team, nascono piatti in grado di elevare la tradizione e trasportarla in territori inesplorati, valorizzando al contempo la bontà della materia prima, rigorosamente locale e stagionale.
Questa è la visione che guida la ricca offerta enogastronomica dell’Osteria del Forte, un concept unico nel suo genere ospitato all’interno dell’elegante e lussuoso Palazzo di via Logudoro, che per le giornate di Pasqua e Pasquetta 2024 propone due menù d’eccezione, pensati esclusivamente per l’occasione.
Si parte con il pranzo pasquale del 31 marzo, con una ricercata proposta che spazia dal carciofo romano fritto su tartare di manzo, per passare dalla fregola con ragù di agnello, favette e scaglie di pecorino e dalla frittura di calamari con verdure di stagione, e arrivare a una dolce mousse di yogurt con frutta fresca. Un vero e proprio viaggio culinario tra innovazione e tradizione, che inaugura l’arrivo della Primavera con sapori e abbinamenti d’eccezione!
I festeggiamenti continuano poi il 1 aprile, giorno di Pasquetta, con una grigliata all’aperto nell’esclusiva cornice di Corte Doglio, dove il protagonista sarà il tradizionale arrosto di maialetto, accompagnato da alcuni dei piatti che meglio incarnano la cultura enogastronomica locale, come le panadas di verdure, i malloreddus alla campidanese e pecorino, la zuppa alla gallurese e, ultimi ma non per importanza, i golosi dolci pasquali sardi. Ad accompagnare il tutto musica dal vivo e tanta allegria: in poche parole, il classico mood ‘gita fuori porta’ senza però uscire dal cuore della città!
Entrambi le proposte hanno un costo di 70 euro a persona, bevande escluse. Per info e prenotazioni chiamare il numero 0706464154 o mandare una mail a osteriadelforte@palazzodoglio.com.
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