L’Osteria del Forte conquista il prestigioso riconoscimento “Ristorante rivelazione dell’anno”
“Un tempio del gusto che fa parlare di sé“: con queste parole l’Osteria del Forte è stata premiata come “Ristorante rivelazione dell’anno” durante la settima edizione 2024 dei Reader Awards di Food and Travel Italia.
La cucina gourmet dell’Osteria del Forte, tempio del gusto moderno ospitato nei suggestivi spazi di Corte Doglio, il magnifico cortile interno modellato sull’esempio delle antiche piazza italiane di Palazzo Doglio, primo urban hotel ospitato nel cuore di Cagliari che fa dell’unione tra tradizione e innovazione il suo grande punto distintivo, è stata recentemente premiata come “Ristorante rivelazione dell’anno” durante la settimana edizione dei Food and Travel 2024 Reader Awards, edizione italiana del primo magazine specializzato in enogastronomia, viaggi gourmet e luxury tourism e oggi distribuito in ben 18 Paesi.
Si tratta di un riconoscimento importante, dunque, parte di un format mirato a valorizzare e premiare le eccellenze nostrane che si sono distinte nei campi del cibo, del vino, del turismo, dell’imprenditoria e della cultura territoriale, che è stato conferito nella serata del 10 ottobre 2024 presso la meravigliosa Sala dei Cristalli del Forte Village Resort di Santa Margherita di Pula.
Una riprova del prestigio di un ristorante che, a poco più di quattro anni dall’apertura, si è saputo distinguere per la sua capacità unica di farsi portavoce di una cucina capace di intrecciare con maestria il passato e il futuro, costruendo un ponte tra ciò che era, è, e sarà.
La ricerca gastronomica portata avanti dall’executive Chef dell’Osteria, Alessandro Cocco, a cui va sicuramente il merito di aver dato vita a un concept esclusivo e innovativo, ha infatti il grande merito di riuscire a creare apertura anziché chiusura, portando il commensale in un universo lontano dove a regnare sono le sensazioni evocate dalla materia prima, rigorosamente freschissima e per lo più locale. Una scelta che dimostra, ancora una volta, il legame profondo dello chef con il territorio isolano e con l’essenza più autentica della cucina sarda.

L’unione di due mondi lontani: la filosofia culinaria dello Chef Alessandro Cocco
Ed è stata proprio la capacità di unire “Stile, metodo, gusto, ricercatezza e ritmo” con “ingredienti italiani arricchiti da un tocco di internazionalità” la motivazione che ha spinto il comitato dei Food and Travel Reader Awards a a questo “tempio del gusto che farà parlare di sé” il titolo di “Ristorante rivelazione dell’anno” (un riconoscimento condiviso con il Ristorante Traiano di Roma, poetica location affacciata sui Fori Imperiali e su Piazza Venezia).
Una filosofia culinaria che è ormai diventata il marchio distintivo dell’executive chef Alessandro Cocco, classe 1983 e cresciuto a Senorbì, nei pressi di Cagliari, città dove ha deciso di fare ritorno dopo anni di gavetta accanto a “mostri sacri” dell’haute cuisine, come lo chef tristellato di origine tedesca Heinz Beck, considerato uno dei migliori al mondo, l’inglese Gordon Ramsay, noto anche fuori le quattro mura delle cucine per il suo ruolo da protagonista in programmi televisivi come “Cucine da incubo” e “Masterchef USA”, e il monegasco Alain Ducasse, protagonista di spicco della scena culinaria contemporanea.
Insegnamenti, quelli appresi lungo il cammino, che hanno contribuito a dare vita a una visione culinaria eclettica, in continuo movimento e rinnovamento, ma anche profondamente radicata nella lentezza e nella genuinità della tradizione, elementi che si manifestano, tra le altre cose, nella volontà di mantenere in vita arti antiche come quella di fare la pasta a mano. Il risultato è un contrasto, ma solo apparente, che si rivela essere estremamente azzeccato. Non a caso, egli stesso ha descritto la sua cucina come “estroversa, unione di mondi lontani e tecniche all’avanguardia”, frutto dell’amore per “il ritmo delle metropoli”, in una corsa -non priva di rischi- che non finisce mai.
Una volontà di sperimentare e contaminarsi che hanno spinto l’executive chef ad aprire le porte della propria cucina, almeno per qualche ore, ad altre grandi leggende, come nel caso della “kermesse gastronomica” di Palazzo Doglio “Notti stellate”. Si tratta di un’iniziativa che si propone di celebrare la cucina d’autore in tutte le sue forme e sfumature, portando periodicamente tra i fornelli del ristorante di via Logudoro personalità del calibro di Heinz Beck, Andrea Berton, Filippo Sisti, Giuseppe Mancino, Sandro Serva, Cristina Bowerman e Carlo Cracco, che lo scorso 20 giugno ha proposto ai commensali una selezione di 5 ben portate (amuse bouche, antipasto, primo, secondo e dolce) per un viaggio tra tradizione e innovazione volto a celebrare i frutti della terra e del mare sardo.

L’esclusiva proposta gastronomica dell’Osteria del Forte
Non è dunque un caso se la Carta stessa dell’Osteria del Forte è simbolo dell’apertura e della sperimentazione al cuore della visione culinaria dello chef, ed evolve seguendo la stagionalità degli ingredienti e la disponibilità delle materie prime.
Tra le new entries nel menù autunnale spiccano infatti la “Terrina di guancia di vitello gratinata al midollo”, accompagnata da una vellutata purea di patate e un croccante pinzimonio di verdure, un piatto che fonde tradizione e tecnica, con una cottura lenta e sapiente che esalta la tenerezza della carne e la complessità dei sapori presenti nella creazione, ma anche l’”Uovo croccante con spuma di Parmigiano”, servito su un letto di rucola e arricchito da preziose gocce di aceto balsamico, un’esperienza sensoriale avvolgente e raffinata in grado di soddisfare anche i palati più esigenti.
Da non perdere anche l’omaggio speciale che lo Chef ha voluto rendere alla cucina napoletana e a quella romana, rispettivamente con un “Tortello ripieno di Genovese saltato al burro e provolone del Monaco”, un’esplosione di sapori che racchiude la dolcezza delle cipolle e la profondità di un ragù in bianco, rivisitato con eleganza per esaltare ogni nota del piatto, e con lo “Spaghettone di cacio e pepe”, che per l’occasione viene impreziosito da una tartare di gambero rosso, un richiamo evidente alla cucina di mare sarda.
Ciliegina sulla torta, in senso letterale, la selezione di dolci, che spazia dal classico tiramisù e dalla cheesecake americana con salsa di fragole o cioccolato, alla crème brûlée con agrumi e bacche di vaniglia, un twist aromatico a uno dei dessert al cucchiaio più amati di sempre, per arrivare alle seadas, simbolo per eccellenza della cultura culinaria regionale, una sorta di raviolo dolce a base di semola ripieno di formaggio, fritto e servito con abbondante miele -in questo caso di millefiori.
A completare l’esperienza gastronomica, una carta dei vini degni di nota, che include alcune delle bevande più emblematiche dell’Isola, prodotte da vitigni autoctoni come il Cannonau, il Monica di Sardegna e il Nasco, ma anche pregiate bollicine e le originali creazioni presenti sulla cocktail list dell’American Bar guidato dall’esperto di mixology Marco Madeddu.
Non resta dunque che immergersi a 360° nei colori, nei profumi e nelle atmosfere di un’“osteria” poco convenzionale e andare alla scoperta di un modo di intendere l’esperienza culinaria che parla direttamente al cuore -e alla pancia.
Per maggiori informazioni e prenotazioni, chiamare il numero 070 646 4154 oppure inviare una mail a osteriadelforte@palazzodoglio.com.
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