Teatro Doglio ricorda Raffaella Carrà con uno spettacolo da non perdere
Cantante, ballerina, attrice, conduttrice e icona di stile, Raffaella Carrà è stata una delle poche star italiane a godere di grande popolarità anche all’estero, grazie a hit musicali senza tempo come “Tanti auguri”, “Pedro” e “A far l’amore comincia tu”.
Nata nel 1943 a Bologna, città che non ha mai smesso di amare visceralmente fino alla morte, avvenuta ormai quasi tre anni fa, Raffaella Maria Roberta Pelloni, vero nome di Raffaella Carrà, è stata -e sarà per sempre- una delle figure più iconiche e influenti della televisione e della cultura popolare nostrana.
Con il suo iconico caschetto biondo, che diventava più corto o più lungo, più mosso o più liscio, a seconda delle mode e delle tendenze del periodo, gli abiti ricoperti di pailettes e lustrini o di sgragiante lamè, l’ombelico scoperto, le ginocchia sempre in bella mostra e le mosse di ballo provocanti, almeno per gli standard dell’epoca, “la Carrà” è riuscità scardinare tabù e pregiudizi e a riscrivere le regole di una TV che ancora trasmetteva in bianco e nero, insegnando a generazioni di donne e ragazze la bellezza della libertà e dell’espressione personale, unendo lotte femministe e civili (ricordiamo quanto diede voce all’operaio siderurgico bresicano Mario Varianti, che condannò le discriminazioni e ingiustizie subite sul posto di lavoro) allo spettacolo, senza però mai cadere nella retorica o nella banalità.
Raffaella era infatti molto più che un semplice personaggio televisivo: il suo essere al tempo stesso leggera, spontanea e divertente, ma anche dotata di grande profondità, intelligenza e tanta generosità hanno dimostrato a milioni di persone in tutto al mondo che la donna non è necessariamente una figura monolitica, ma può essere quello che vuole, varcare i limiti imposti dalla società, superare i pregiudizi e mostrarsi nella sua essenza, piena di apparenti contraddizioni, che messe insieme creano armonie magnetiche. Intuizioni ancora poco comuni in un’epoca in cui il ruolo della donna era per prevalentemente quello di occuparsi di casa, marito e figli.
Oltre ai successi musicali senza tempo, ancora oggi amati e ascoltati in tutto il mondo, forse è proprio questa l’eredità più grande di una personalità che è sempre stata più avanti rispetto al suo tempo, e che con grande generosità si è adoperata fino all’ultimo per donare un sorriso, far riflettere e aiutare gli spettatori dietro al piccolo schermo.
“Pedro”, “Tanti Auguri” e “A far l’amore comincia tu”, hit tanto orecchiabili quanto rivoluzionarie
Se l’eredità culturale della grande Raffaella è innegabile, lo stesso vale per quella musicale, un mix di sonorità prog (progressive rock), funk, italo-disco e ritmi latini arricchiti da tastiere e sintetizzatori, archi, fiati e chitarre latine, rivoluzionario nel panorama nostrano, estremamente orecchiabile e accattivante, tanto da rendere più “digeribili” anche al pubblico bigotto dell’epoca le liriche impegnate e di spessore che spesso lo accompagnavano.
Basti pensare alla hit “Tanti Auguri” (1978), che presto diventò un manifesto di libertà universale, tanto da essere ancora oggi colonna sonora fissa dei pride della comunità Lgbtq+. Altri testi, invece, come “A far l’amore comincia tu” (1976), “Pedro” (1980) e “Caliente Caliente” (1981), parlano di emancipazione femminile, autonomia corporale e liberazione sessuale, tematiche che, all’epoca, erano ancora per molti un tabù, portando avanti -più o meno volontariamente- una rivoluzione culturale che la portò ad essere definita “una diva comunista che canta alla libertà sessuale” dal quotidiano catalano El Periódico.
Altri brani ancora, come l’intramontabile “Tuca Tuca”, lanciato nel corso della sesta puntata dell’edizione 1971 di “Canzonissima” e accompagnato dal celebre balletto firmato da Don Lurio, hanno addirittura sollevato l’indignazione dei vertici Rai, che dapprima lo censurarono perché considerato troppo sexy, per poi arrendersi di fronte alla scanzonata irriverenza della showgirl bolognese, che non si sarebbe certamente piegata davanti a un’imposizione caduta senza motivo dall’altro. Senza contare che gli ascolti impennarono quando venne mandato in onda per la prima volta, un’ulteriore conferma del fascino irresistibile esercitato dalla Carrà sul pubblico generalista.
In totale, Raffaella ha dato voce a oltre cinquanta singoli (scritti da autori di primo piano, tra cui Giancarlo Bigazzi, Gianni Boncompagni e Gianni Bella) e a una ventina di album, molti dei quali pubblicati anche all’estero, in Paesi come Stati Uniti, Giappone, Germania, Sudafrica, Russia, Singapore, Nuova Zelanda e, non serve nemmeno dirlo, Spagna e America Latina, dove la Carrà era considerata una celebrità tanto quanto in Italia, per un totale di 60 milioni di copie vendute, 25 dischi d’oro e 22 di platino.
Amatissima anche la collaborazione tra la Carrà e il disc jockey e produttore discografico francese Bob Sinclair con il singolo del 2011 “Far l’amore”, remix della hit “A far l’amore comincia tu”, portato al successo da Raffaella Carrà nel 1976, che in poche settimane ha scalato le vette delle classifiche europee e internazionali, ha fatto da colonna sonora a una delle prime scene del film premio Oscar di Paolo Sorrentino “La grande bellezza” e, in seguito alla scomparsa della showgirl nel luglio 2021, è preso diventato il suo featuringpiù riprodotto su Spotify, con oltre dieci milioni di streaming.
“RAFFAELLA! Omaggio alla Carrà” in scena a Teatro Doglio
A poco meno di tre anni dalla scomparsa della grande icona nazionalpopolare bolognese, avvenuta nel luglio 2021, il palcoscenico del prestigioso Teatro Doglio, che negli scorsi mesi ha visto rendere omaggio ad altre figure chiave del mondo della musica e del cinema internazionale, tra cui i Queen, con lo spettacolo della tribute band Queen Sensation, e celebrare il legame indissolubile tra cinema e musica con il concerto Candlelight dedicato a capolavori quali “Gabriel’s Oboe” e “Malena”, ospiterà lo show “Raffaella! Omaggio alla Carrà”,
Una vera e propria celebrazione di una delle figure più influenti e amate della televisione italiana (e non solo), quella che andrà in scena in via Logudoro, nel cuore di Cagliari, e che prende vita da un progetto inedito prodotto dal Teatro Verdi di Montecatini per la regia di Gabriele Colferai e con le coreografie di Angelo Di Figlia. e la direzione artistica di Claudia Campolongo, già compositrice delle musichedi “Fuga di Cervelli” (2013), “Tutto molto bello” (2014) e “Up&Down“ (2018), tutte e tre per la regia di Paolo Ruffini.
Lo spettacolo-tributo, che avrà luogo nella serata di sabato 18 maggio 2024 a partire dalle ore 21.00, sarà infatti dedicato al racconto delle tappe principali della vita della grande artista bolognese attraverso una rassegna dei suoi brani più celebri suonati da una band di 5 elementi, sulle cui note andranno in scena 6 performer che, attraverso recitazione e canto, racconteranno l’arte, la spettacolarità e il carattere della regina della TV italiana.
Ad interpretare il “personaggio” di Raffaella Carrà, Beatrice Baldaccini, uno dei volti emergenti più promettenti del musical italiano, che nonostante la giovane età vanta già numerose esperienze di successo all’attivo, tra cui il ruolo di Sandy in “Grease”, Grace Metal Lamb in “Fame–Saranno Famosi” e Vivian Ward nel musical tratto dalla commedia romantica “Pretty Woman”.
Un’occasione dunque da non perdere non solo per chi da sempre ama Raffaella, ma anche per chi desidera scoprire i mille volti di una donna che non ha mai avuto paura di mostrarsi nella sua essenza più autentica e genuina.
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