Paolo Nori con “Il Maestro e Margherita” a Teatro Doglio di Cagliari
Sabato 14 novembre 2026, Paolo Nori arriva al Teatro Doglio di Cagliari con Il Maestro e Margherita – Sympathy for the Devil, un racconto dedicato al capolavoro di Michail Bulgakov che unisce riflessione, musica e letteratura.
Ci sono romanzi che appartengono al proprio tempo e altri che, continuando a essere riletti e reinterpretati, finiscono per attraversarlo. Il Maestro e Margherita dello scrittore e drammaturgo russo Michail Bulgakov appartiene senza dubbio a questa seconda categoria. Pubblicato per la prima volta in forma censurata tra il 1966 e il 1967, oltre vent’anni dopo la morte dell’autore, il romanzo ha conquistato nel tempo una posizione centrale nella letteratura del Novecento, grazie alla sua capacità di mescolare satira, fantasia, filosofia, amore e riflessione sul potere e sul suo ruolo nella società odierna.
È proprio a questo universo letterario che Paolo Nori dedica il suo spettacolo “Il Maestro e Margherita – Sympathy for the Devil”, in programma al Teatro Doglio sabato 14 novembre alle ore 21. Lo scrittore, traduttore e narratore nato a Parma porta sul palcoscenico la propria lettura di un’opera immensa, cercando una forma capace di restituirne la ricchezza senza trasformarla in una semplice sintesi della trama. Il risultato è un incontro tra letteratura e teatro in cui il racconto diventa lo strumento per avvicinare il pubblico ai personaggi, alle contraddizioni e alle domande ancora aperte del romanzo.
Paolo Nori e la letteratura russa: un rapporto costruito nel tempo
Scrittore e traduttore, Paolo Nori ha dedicato una parte importante del proprio percorso alla letteratura russa, traducendo e curando le opere più o meno celebri di numerosi autori, da Dostoevskij a Gogol’, da Tolstoj a Čechov, fino allo stesso Bulgakov. Nel suo lavoro, i grandi autori russi non vengono presentati come figure lontane o esclusivamente legate allo studio accademico, ma come voci ancora capaci di parlare al presente e di entrare nella quotidianità attraverso un linguaggio narrativo diretto, ironico ed estremamente personale.
Il rapporto di Nori con Il Maestro e Margherita è dunque tutt’altro che occasionale. L’autore ha infatti raccontato in più occasioni il proprio legame con il romanzo e con Bulgakov. Questa familiarità rende particolarmente interessante il progetto che verrà proposto nel teatro di via Logudoro: Nori non si avvicina all’opera soltanto da interprete esterno, ma da autore che ha frequentato a lungo la lingua del suo autore, i suoi personaggi e il suo immaginario. Il racconto diventa così anche un modo per condividere con il pubblico una lettura personale, fatta di associazioni, osservazioni, domande e digressioni.
Il risultato è un modo di avvicinare un grande classico senza pretendere di racchiuderlo in una spiegazione definitiva. Raccontare Il Maestro e Margherita significa infatti confrontarsi con un romanzo che sfugge alle classificazioni semplici e che può essere letto da prospettive diverse: come storia d’amore, come racconto fantastico, come satira sociale, come riflessione sull’arte e sul potere o, ancora, come meditazione sul bene e sul male. Nessuna di queste interpretazioni, da sola, è sufficiente a esaurirne il significato. La voce del narratore può muoversi proprio all’interno di questa complessità, scegliendo di seguire alcuni fili del romanzo e di portarli nella dimensione teatrale attraverso il ritmo del racconto e la relazione diretta con il pubblico.
È anche in questo passaggio dalla pagina al palcoscenico che si trova uno degli aspetti più interessanti dell’appuntamento. Un’opera conosciuta e studiata da generazioni torna a essere innanzitutto una storia da ascoltare, con la possibilità di riscoprirne l’ironia, il paradosso e la profondità attraverso una voce contemporanea. Il teatro diventa così uno spazio di incontro tra il romanzo di Bulgakov e la sensibilità di Nori, tra la Mosca immaginata dall’autore e lo sguardo di chi, a distanza di decenni, continua a trovare in quelle pagine qualcosa capace di interrogare il presente.
“Il Maestro e Margherita”, come si intrecciano le storie del romanzo di Bulgakov
Raccontare la trama de Il Maestro e Margherita significa entrare in un libro costruito su più piani narrativi che procedono parallelamente e finiscono per incontrarsi. Da una parte c’è la Mosca degli anni Trenta, dove l’arrivo di un enigmatico straniero, Woland, accompagnato da una compagnia di personaggi eccentrici e inquietanti, sconvolge la vita della città. Dall’altra c’è la storia del Maestro, scrittore perseguitato e isolato dopo aver scritto un romanzo dedicato a Ponzio Pilato, e quella di Margherita, la donna che lo ama e che intraprende un percorso straordinario per ritrovarlo.
All’interno del romanzo si apre così un’ulteriore dimensione narrativa: il racconto della condanna di Yeshua Ha-Nozri e di Ponzio Pilato, ambientato nella Gerusalemme del I secolo. Le due vicende, apparentemente lontanissime, finiscono per dialogare tra loro, creando una struttura nella quale il presente sovietico, la storia religiosa e la dimensione fantastica si sovrappongono continuamente. Tre livelli narrativi che permettono a Bulgakov di parlare contemporaneamente di verità, responsabilità, libertà, paura e potere.
Accanto ai protagonisti si muove una galleria di figure memorabili, a cominciare dal gatto Begemot, uno dei personaggi più celebri e surreali del libro. L’elemento fantastico non è però soltanto un espediente narrativo: attraverso l’irruzione dell’assurdo nella quotidianità di Mosca, Bulgakov mette in discussione le certezze dei suoi personaggi e, allo stesso tempo, osserva con ironia una società dominata dal conformismo, dalla censura e dalla paura.
La forza de Il Maestro e Margherita risiede infatti anche nella sua capacità di cambiare prospettiva continuamente. Il tema dell’artista di fronte al potere occupa un posto centrale. Il Maestro è uno scrittore che, dopo aver raccontato una storia scomoda, viene emarginato e finisce per rinunciare alla propria opera. In questo senso, il romanzo riflette anche la condizione dell’intellettuale nella società sovietica sottoposta al controllo culturale e alla censura.
Ma accanto alla dimensione politica esiste anche quella più intima. La relazione tra il Maestro e Margherita è infatti il centro emotivo del romanzo: Margherita decide di affrontare l’impossibile pur di ritrovare l’uomo che ama. Il suo viaggio attraversa il fantastico e il grottesco, ma conserva al suo interno una domanda profondamente umana: fino a dove siamo disposti ad arrivare per difendere ciò che amiamo?
“Sympathy for the Devil”: il diavolo, il rock e l’immaginario di Bulgakov
Il sottotitolo Sympathy for the Devil aggiunge allo spettacolo un ulteriore livello di lettura. Il riferimento alla celebre canzone dei Rolling Stones — che, come confermato dal frontman del gruppo, Mick Jagger, è ispirata proprio al racconto di Bulgakov — richiama infatti una delle caratteristiche più sorprendenti del romanzo: la presenza del diavolo non coincide semplicemente con l’idea tradizionale del male.
Woland e la sua compagnia arrivano a Mosca seminando caos, paura e situazioni grottesche, ma la loro presenza produce anche un effetto paradossale: facendo emergere ipocrisie, avidità e contraddizioni già presenti nella società, finiscono per mettere a nudo i personaggi che incontrano. Il confine tra bene e male, quindi, diventa molto meno netto di quanto potrebbe sembrare.
È anche questa ambiguità a rendere il romanzo così moderno. Bulgakov non offre risposte semplici, ma costruisce un universo nel quale il comico convive con il tragico, il sacro con il profano e il fantastico con una rappresentazione estremamente concreta della società.
Paolo Nori racconta “Il Maestro e Margherita” a Teatro Doglio
L’appuntamento con Il Maestro e Margherita – Sympathy for the Devil è quindi sul palcoscenico del celebre teatro di Cagliari. Durante la serata di sabato 14 novembre il pubblico avrà l’occasione di tornare dentro le pagine di un romanzo che continua a interrogare il pubblico sul rapporto tra verità e potere, sulla libertà della creazione artistica, sulla forza dell’amore e sulla complessità del confine tra bene e male. Un viaggio nella Mosca di Bulgakov, ma anche nella letteratura e nelle domande che, a distanza di decenni, continuano a rimanere aperte.
Attraverso un modo di raccontare caratterizzato da un linguaggio capace di alternare ironia, riflessione e immediatezza, Nori permetterà agli spettatori non solo di sperimentare quel «miracolo che ognuno deve salutare con commozione” descritto nella celebre recensione del romanzo scritta dal grande poeta genovese Eugenio Montale, ma anche di cogliere nuove sfaccettature e chiavi di lettura del racconto.
I biglietti dello spettacolo sono già acquistabili sui canali ufficiali di Box Office Sardegna. Per maggiori informazioni su Palazzo Doglio o per prenotare un soggiorno è invece possibile contattare il numero 070 64 640 o scrivere una mail ainfo@palazzodoglio.com.
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