“Giocare” è il tema della nona edizione del LEI Festival di Cagliari
Il desiderio, le sue regole e i nostri ruoli all’interno di esso: queste le tematiche che verranno esplorate dallo psicoanalista e autore Massimo Recalcati sul palcoscenico di Teatro Doglio nella serata di sabato 5 ottobre.
“Lettura, Emozione, Intelligenza” -in altre parole, il LEI Festival, uno degli eventi più attesi dell’autunno cagliaritano, che dal 29 novembre al 1 dicembre 2024 tornerà a calcare il prestigioso palcoscenico di Teatro Doglio, punta di diamante del primo urban resort dell’Isola, Palazzo Doglio, nonché uno dei principali e più amati centri culturali del capoluogo sardo, con una nona edizione tutta dedicata al “giocare”.
Un tema che, nelle sue diverse sfaccettature, ha fatto da fil rouge anche tra gli appuntamenti di “Aspettando LEI”, la rassegna primaverile di promozione alla lettura andata in scena dal 4 al 9 giugno scorsi, che ha anticipato il LEI Festival esplorando le potenzialità del gioco per gli esseri umani, e in particolare come questo possa arricchire le nostre vite, attraverso molteplici attività, tra cui un booknic presso il Parco di Monte Claro, dedicato a bambini e bambine e realizzato in collaborazione con l’associazione culturale Efys, la Biblioteca del centro di quartiere La bottega dei sogni, la Cooperativa e la Biblioteca Passaparola, e la Biblioteca metropolitana Ragazzi del Sistema Bibliotecario di Monte Claro, una camminata filosofica con reading dal titolo “La Vita come Tavolo da Gioco”, un percorso a bassa difficoltà nella natura intervallato da letture e discussioni di gruppo sul tema del gioco, su stereotipi e verità preconfezionate, ma anche letture nei boschi, laboratori creativi, tour letterari e presentazioni di libri.
Una celebrazione della cultura attraverso il gioco, l’interazione e la riflessione, valori che animeranno anche i prossimi eventi in programma del LEI Festival, una manifestazione che dal 2016 si distingue proprio per la sua capacità di mettere in dialogo letteratura, arte e critica sociale, creando spazi di incontro e discussione, aprendo al confronto, alla collaborazione, alla costruzione di nuove prospettive e significati condivisi.
Il LEI Festival, quando la lettura diventa strumento per rispondere ai problemi del nostro tempo
“Promuovere la lettura, anche in luoghi in cui la lettura è assente, luoghi in cui leggere può diventare uno strumento di conforto, di aiuto alla sopravvivenza e di miglioramento delle condizioni umane”, questa, in ultima battuta, la missione che da oltre nove anni anima gli organizzatori del LEI Festival, parte della Compagnia B, impresa culturale dedita all’ideazione e organizzazione di eventi culturali e artistici con l’obiettivo ambizioso di sensibilizzare le coscienze al rispetto di sé e dei propri simili, all’empatia sociale e ambientale.
Un evento che nasce nell’ormai lontano 2016 con un obiettivo ben definito: promuovere un approccio interdisciplinare alla cultura, favorendo l’incontro tra letteratura, arte, filosofia, scienza e attualità, che consenta di affrontare i grandi temi del nostro tempo, con particolare attenzione all’inclusione, alla parità di genere, e all’ascolto delle prospettive femminili (il nome, “LEI”, oltre a essere l’acronimo delle parole chiave del festival, può anche essere visto come portavoce di un significato simbolico che richiama la centralità della donna, l’inclusione e la pluralità di voci che animano l’evento, dando spazio a narrazioni che, troppo spesso, rimangono ai margini del dibattito culturale), in un contesto che mira a stimolare la partecipazione attiva e consapevole del pubblico, e al tempo stesso la rende più accessibile, “democraticizzandola”.
La letteratura è quindi sì il filo conduttore che lega gli eventi del festival, ma si interseca con altre forme di arte e pensiero, creando un mosaico di esperienze uniche che coinvolgono il pubblico su più livelli. Il Festival non si limita infatti a essere un semplice evento culturale, ma si configura come un laboratorio di idee, una sorta di “tavola rotonda del pensiero creativo”, un luogo in cui le esperienze e le sensibilità di autori, artisti e partecipanti si intrecciano, generando nuove prospettive e riflessioni, aprendo nuovi orizzonti di pensiero, e quindi di azione, dimostrando come la culturanon sia -e non debba- essere soltanto uno strumento di mera contemplazione, ma una forza vitale capace di ispirare cambiamenti concreti.
Cambiamenti che non riguardano solo le nostre vite personali, ma anche -e forse soprattutto- la collettività, influenzando e trasformando profondamente la società, proponendo azioni concrete per risolvere le sfide del presente, valorizzando l’arte come strumento di conoscenza, apertura e cambiamento sociale.
Al tempo stesso, attraverso un ricco programma di incontri, workshop e performance, il LEI Festival dimostra come la lettura e, più in generale, la cultura possono altresì diventare mezzi che facilitano e promuovono l’esplorazione di nuove dimensioni del sé, nutrendo l’immaginazione e la riflessione, e offrendo uno spazio sicuro dove coltivare l’empatia, la creatività e la scoperta di sé e del mondo, per diventare esseri umani “migliori”. Uno strumento che offre conforto, che permette di fare ordine tra i pensieri e di offrire nuove chiavi di lettura, per alcuni una vera e propria salvezza in un’esistenza troppo veloce, confusa, ingarbugliata.
Non da ultimo, Il LEI Festival si propone, inoltre, di avvicinare le nuove generazioni alla cultura, con una particolare attenzione ai giovani, offrendo loro spazi di espressione e momenti di formazione.
Un viaggio affascinante e arricchente, quindi, che anno dopo anno viene condotto seguendo la bussola di una tematica diversa, che funge da chiave di lettura per scoprire e comprendere i molteplici aspetti della nostra esistenza personale e collettiva, e del mondo in cui viviamo.
E così, dal 2016 a oggi, il LEI Festival ha esplorato una serie di tematiche, dalla “Libertà” (2016) alla “Felicità” (2017), passando per “Al di là” (2018), “Equilibrio” (2019), “Sfida” (2020), “Amare” (2021), “Avventura” (2022) e “Ricchezza” (2023), fino ad arrivare a questa edizione dedicata al “Giocare” (2024).
“Il gioco del desiderio” di Massimo Recalcati per un’anteprima autunnale da non perdere
Qual è il potere del desiderio? Siamo noi a controllarlo o, in realtà, siamo noi ad essere controllati da esso, in un gioco di apparenze che ci illude di essere i protagonisti?
Questi i quesiti che verranno esplorati dal celebre psicoanalista e autore Massimo Recalcati durante “Il gioco del desiderio”, l’imperdibile evento di anteprima del LEI Festival che andrà in scena nella serata di sabato 5 ottobre, a partire dalle ore 20.00. Una riflessione profonda su come il desiderio plasmi le nostre vite e le nostre azioni, che ci invita a esplorare se siamo realmente padroni del nostro destino o semplici pedine in un gioco più grande. Un vero e proprio viaggio nelle dinamiche del desiderio-definito come “sentimento di ricerca appassionata o di attesa del possesso, del conseguimento o dell’attuazione di quanto è sentito confacente alle proprie esigenze o ai propri gusti”, ma anche di “bisogno e necessità”- nelle sue regole, nei suoi segreti, nel suo potere.
Un tema, quello del desiderio e delle sue mille sfaccettature, da sempre caro al saggista milanese, che vi ha dedicato numerose opere, lezioni e conferenze, fino alla teorizzazione di un sentimento che ci fa essere vivi, ma che non ci appartiene. “Non sono io che ho il desiderio, io sono del desiderio. Il desiderio non è l’esito di una decisione. Io sono trascinato, sospinto, agito dal desiderio, ecco perchè il desiderio è inconscio, l’io non è proprietario del desiderio”, in un vero e proprio gioco di equilibri, richieste e concessioni.
Una riflessione che porta Recalcati a chiedersi che cos’è, in ultima battuta, la vera origine e funzione di questo sentimento tanto naturale quanto spesso soppresso, che agisce in pressoché ogni area della nostra vita, portandolo a formulare che“Il desiderio è desiderio del segno del desiderio che io possa percepire nell’altro il segno del suo desiderio, che io possa essere per l’altro una mancanza” -in altre parole, il desiderio è desiderio di desiderio, non è desiderio di qualcosa.
Un approccio si distacca dalle tradizionali visioni del desiderio come semplice aspirazione o bisogno. Al contrario, viene considerato come un elemento complesso e sfaccettato che interagisce con la nostra storia personale, le nostre fantasie e i nostri legami affettivi. Una forma di tensione continua tra ciò che siamo e ciò che aspiriamo a essere, un gioco di illusioni e realtà che modella il nostro vissuto e il nostro comportamento, un qualcosa di cui prenderci cura, per liberarci da ogni automatismo, dogma e costrizione.
Un punto di vista unico e per certi versi innovativo, come spesso il pensiero di Recalcati ha dimostrato di essere.
Massimo Recalcati, il desiderio, Lacan, e la divulgazione
Nato a Milano il 5 dicembre 1959, Massimo Recalcati è uno dei principali esponenti della psicoanalisi in Italia. Laureato in Psicologia presso l’Università di Milano, si è formato sotto la guida di importanti psicoanalisti e ha approfondito la sua conoscenza del pensiero lacaniano (un approccio alla teoria e pratica terapeutica formulato da Jacques Lacan e basato su un’interpretazione dell’inconscio correlata con l’analisi delle strutture del linguaggio), che ha fortemente influenzato il suo lavoro e lo ha portato a diventare professore di Psicologia della comunicazione all’Università di Milano-Bicocca e direttore dell’Istituto di Psicoterapia e Analisi del Soggetto (IPAS).
Un’interpretazione di stampo lacaniana, che tuttavia è spesso arricchita da una riflessione più ampia e critica, arricchita con concetti di etica e politica, che riflettono l’influenza delle strutture sociali e culturali sul nostro pensiero e sul nostro modo di esprimerci.
Il risultato è una carriera accademica e clinica contrassegnata da una produzione significativa di opere scientifiche e divulgative, tra cui le più note sono sicuramente “Il complesso di Telemaco. Genitori e figli dopo il tramonto del padre” (2013), che esplora le dinamiche familiari contemporanee,”Cosa resta del padre. Eredità e crisi del nome del padre” (2014), in cui analizza la figura paterna nella cultura e nella psicologia moderna, “La forza del desiderio” (2016), dove viene indagato il desiderio come forza psichica e sociale, e “La società del desiderio. Crisi e trasformazioni dell’individuo” (2019).
In questi ultimi, lo psicanalista esplora il tema del desiderio con grande profondità, ponendo interrogativi fondamentali sulla natura e sul ruolo del desiderio nella nostra vita psichica e sociale. Nel suo pensiero, il desiderio non è solo una forza interiore che spinge verso il futuro, ma è anche il motore delle nostre azioni e relazioni. Viva la riflessione su come il desiderio possa influenzare il nostro senso di identità, le nostre scelte e la nostra percezione del mondo, ma anche come, dall’altro lato, le norme culturali possano incoraggiare o limitare l’espressione del desiderio individuale.
Al tempo stesso, Recalcati è conosciuto non solo per il suo contributo accademico, ma anche per il suo impegno nella divulgazione della psicoanalisi, che lo ha portato a essere ospite in numerosi programmi televisivi, tra cui talk show e documentari, dove ha trattato temi di psicologia e psicoanalisi, cercando di rendere la sua disciplina più accessibile al grande pubblico, ma anche a collabora regolarmente con riviste e quotidiani, contribuendo con articoli su tematiche psicologiche e sociali, distinguendosi sempre per la sua innata capacità di coniugare teoria e pratica, affrontando questioni rilevanti della società contemporanea attraverso la lente della psicoanalisi.
Massimo Recalcati a Teatro Doglio nella serata di sabato 5 ottobre: come partecipare all’anteprima autunnale del LEI Festival
Dopo il successo della scorsa edizione, il LEI Festival torna con un programma più ricco che mai, con talk, laboratori per grandi e piccini, incontri con gli autori e tavole rotonde tutti incentrati sul tema del “giocare”, che verrà esplorato in tutte le sue dimensioni, sia come atto di divertimento e creatività, sia come strumento di riflessione e crescita personale.
Ad aprire l’evento, l’attesissima conferenza “Il gioco del desiderio” di Massimo Recalcati, che sabato 5 ottobre, a partire dalle ore 20.00, condurrà il pubblico presente nella magnifica location del Teatro Doglio di Cagliari, in un’intensa riflessione sul potere del desiderio e sulle dinamiche di questo sentimento profondamente insito nella psiche umana. in un viaggio di interrogazione e scoperta, che lo porterà a rispondere all’annoso quesito “siamo veramente padroni dei nostri desideri o, al contrario, siamo guidati da loro in un gioco di illusioni e apparenze?”
I biglietti per l’evento sono disponibili sul sito di boxofficesardegna.com, ad un prezzo di 30 euro per la galleria e 40 euro per la platea.
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