Torna il LEI Festival con una nona edizione dedicata al tema del “giocare”
Al via, nella giornata di venerdì 29 novembre 2024, la tre giorni del LEI Festival -Lettura, Emozione e Intelligenza-, che anche quest’anno porterà sul prestigioso palco del Teatro Doglio di Cagliari alcuni dei nomi più importanti del panorama della letteratura e della filosofia contemporanea.
Dopo il successo dell’attesissimo “Il gioco del desiderio”, la conferenza-evento che ha visto lo psicanalista e filosofo Massimo Recalcati intraprendere un’appassionante riflessione sul potere del desiderio e sulle dinamiche di questo sentimento profondamente insito nella psiche umana, facendo da anteprima alla manifestazione vera e propria, il LEI Festival torna per il nono anno di fila sul prestigioso palco di Teatro Doglio, tra i principali centri culturali di Cagliari, assieme al celebre Teatro Lirico.
Una manifestazione che dal lontano 2016 si propone, anno dopo anno, di “promuovere la lettura, anche in luoghi in cui la lettura è assente, luoghi in cui leggere può diventare uno strumento di conforto, di aiuto alla sopravvivenza e di miglioramento delle condizioni umane”, facendo da ponte tra un mondo spesso percepito come astratto, distante ed elitario, ovvero quello dell’editoria, e il grande pubblico, creando spazi di incontro e discussione, aprendo al confronto, alla collaborazione, alla costruzione di nuove prospettive e significati condivisi.
Una sorta di “tavola rotonda del pensiero creativo, che coinvolge attivamente il pubblico, dimostrando che un evento culturale può essere capace di proporre anche azioni concrete per risolvere le sfide del nostro tempo”, come è stata definita dagli organizzatori della manifestazione stessa, tra cui Luca Sorrentino, direttore di produzione, Alice Capitanio, direttrice artistica, Elena Piseddu, direttrice organizzativa, e Cristiano Sorrentino, direttrice tecnica, tutti parte di Compagnia B, impresa culturale dedita all’ideazione e organizzazione di eventi culturali e artistici che hanno l’ambizioso obiettivo di sensibilizzare le coscienze al rispetto di sé e dei propri simili, all’empatia sociale e ambientale, stimolando il dibattito sui temi dell’economia sostenibile e dell’integrazione sociale ad ogni livello.
Uno spazio di discussione che vuole farsi strumento per trovare risposte concrete e attuabili ai problemi del nostro tempo, per dare nuovo senso alle sfide del presente e costruire visioni condivise che permettano di dare forma a un futuro più giusto, equo, e inclusivo. Non a caso, il nome stesso del Festival, “LEI”, non è soltanto l’acronimo di “Letteratura, Emozione, Intelligenza”, ma richiama anche alla centralità delle prospettive femminili, alla pluralità e la ricchezza di voci che animano l’evento, dando spazio a narrazioni che troppo spesso restano ai margini del dibattito culturale.
Giocare per crescere, innovare e creare: il tema del LEI Festival 2024
Una formula vincente, quella del LEI Festival, considerati i numeri da record della manifestazione, che negli otto anni dalla prima edizione è riuscita a registrare le cifre record di ben 100.000 presenze, 560 eventi, 250 ospiti e 400 collaborazioni -tra cui nomi illustri del panorama culturale contemporaneo, come Benedetta Tobagi, Carolina Capria, Irene Facheris e Umberto Galimberti, grandi protagonisti dell’edizione 2023).
Una dimostrazione di come la saggistica e la lettura non siano -e non debbano- essere un lusso riservato a pochi, ma altresì una potente forza democratica e democratizzante, in grado di dare la spinta a cambiamenti socio-culturali più ampi, profondi, e talvolta radicali. Il tutto in un contesto che mira a stimolare la partecipazione attiva e consapevole del pubblico, dove ognuno ha una voce, e ha la possibilità di farla sentire.
Pur mantenendo un focus su saggistica e filosofia, il Festival non si limita quindi a omaggiare e raccontare le novità nel mondo dei libri, ma si presenta come una manifestazione di più ampio respiro: “Lettura, Emozione e Intelligenza” fanno così da fondamenta nella creazione di uno spazio di dialogo interdisciplinare e plurale, in cui letteratura, arte, filosofia, scienza e attualità riescono a interagire, a influenzarsi, e plasmare nuove realtà.
Ecco dunque che i tradizionali incontri con gli autori vengono affiancati da un ricco programma di laboratori, workshop, concorsi e performance “letterarie”, rivolte sia a grandi che a piccini (non a caso, tra gli obiettivi del LEI Festival vi è anche quello di facilitare l’incontro delle nuove generazioni con la cultura, offrendo spazi di incontro, momenti di espressione e occasioni di formazione), tutti uniti da una visione comune: quella di rendere il mondo in cui viviamo un posto migliore, sia per le comunità, che per i suoi singoli abitanti.
Oltre a questa dimensione sociale e comunitaria, vi è poi infatti sicuramente anche quella personale e individuale, che si sviluppa non su un binario parallelo, ma come causa e conseguenza della prima. La lettura e, più in generale, la cultura diventano così potenti mezzi per portare avanti -o cominciare- il lungo, e spesso tortuoso, percorso di scoperta del sé, per fare ordine tra pensieri, accedere a nuove prospettive, offrire conforto e accesso a punti di vista che risuonano con i propri, ma anche possibili soluzioni in momenti di incertezza, difficoltà e perdita di punti di riferimento, sentimenti molto diffusi in una realtà troppo spesso caotica e frenetica.
E così, in una società sempre più dominata da egoismo e individualismo, il Festival diventa un rifugio prezioso, uno spazio dove la cultura si fa portatrice di speranza, di confronto e di idee che possono guidarci verso un futuro più consapevole e condiviso.
A mettere ordine tra questi molteplici intenti è, di anno in anno, un nuovo tema conduttore, che nelle scorse edizioni è.spaziato dalla “Libertà” (2016) alla “Felicità” (2017), al “Al di là” (2018), all’”Equilibrio” (2019), alla “Sfida” (2020), all’”Amare” (2021), all’”Avventura” (2022), alla “Ricchezza” (2023), per arrivare al “Giocare” (2024).
Un inno alla creatività, alla libertà di espressione e all’immaginazione, una celebrazione del “gioco” come uno strumento fondamentale di creazione e trasformazione. Non, quindi, una mera attività ludica, ma una forma di esplorazione, un’opportunità per liberare la mente, rompere gli schemi convenzionali e aprirsi a nuove prospettive. In un mondo sempre più improntato alla razionalità e alla produttività, il gioco diventa una chiave di accesso a un universo più ricco di possibilità, un veicolo per coltivare l’innovazione e la scoperta, sia personale che collettiva.
LEI Festival 2024: le conferenze e i laboratori da non perdere
Oltre 10 imperdibili conferenze e svariati laboratori creativi per una tre giorni – dal 29 novembre al 1 dicembre 2024 – che promette di esplorare le diverse sfaccettature di un concetto, quello del ‘giocare’, da sempre al centro di molteplici riflessioni filosofiche, psicologiche, pedagogiche e artistiche, analizzando il suo impatto sulla creatività, sullo sviluppo personale, e sulle dinamiche sociali e culturali.
Un “gioco” che va oltre la classica associazione alle attività ludiche, ma viene inteso in maniera più ampia e sfaccettata, come un linguaggio universale che si manifesta in ogni interazione e connessione, diventando così uno spazio creativo, sia personale che collettivo, dove è possibile riscoprire il proprio io più autentico, coltivare relazioni più empatiche, e rafforzare il senso di comunità. Un luogo privilegiato per ricaricare le energie, liberare la mente dalle convenzioni della quotidianità e nutrire la propria immaginazione, stimolando la capacità di creare e di innovare, ma anche a un invito a rallentare, a fare una pausa, e a riconnettersi con quella parte di noi che non smette mai di sognare
Giocare diventa così un atto estremamente rivoluzionario, ancora di più in un mondo sempre più individualistico e frammentato, dominato da una competizione incessante e da aspettative sempre più gravose, dove i sogni sembrano essere sempre irraggiungibili e la felicità legata a obiettivi che si spostano costantemente più in là. Un richiamo a ritrovare il piacere del momento presente, senza la pressione di dover raggiungere continuamente nuovi traguardi, per riscoprire una felicità più intima e duratura.
Tema che, nelle sue diverse accezioni, ha fatto da filo conduttore anche tra gli appuntamenti di “Aspettando LEI”, la rassegna primaverile di promozione alla lettura andata in scena dal 4 al 9 giugno scorsi, che ha anticipato il LEI Festival esplorando le potenzialità del gioco per gli esseri umani attraverso molteplici attività, tra cui booknic, “camminate filosofiche”, laboratori creativi, tour letterari e presentazioni di libri.
Qui il programma degli eventi e dei laboratori che si susseguiranno nelle tre giornate della manifestazione presso il meraviglioso Teatro Doglio, una location d’eccezione situata a due passi da Palazzo Doglio, l’hotel dal lusso accessibile che unisce il comfort di una struttura moderna con l’eleganza e la sontuosità di un palazzo d’epoca, ridefinendo il concetto di ospitalità urbana.
Venerdì 29 novembre 2024
“Azzardo”, ore 17.30.
Incontro con Alessandra Mureddu in dialogo con Michela Atzeni (evento gratuito)
Ad aprire la prima serata del Lei Festival sarà Alessandra Mureddu, che con il suo libro d’esordio “Azzardo”, pubblicato da Einaudi nel 2023, ha tracciato un ritratto tanto crudo quanto intenso delle sale da gioco, raccontate dalla prospettiva di una donna che cerca di salvare il padre, avvocato e giocatore compulsivo, solo per scoprire di essere lei stessa intrappolata nella spirale della dipendenza, un circolo vizioso che la ha tenuta prigioniera per ben 8 anni, offrendole una sorta di “porto sicuro” che l’ha, forse poi non così paradossalmente, condotta verso il baratro.
Durante l’evento, la scrittrice, accompagnata dall’attrice e doppiatrice Michela Atzeni, esplorerà le insidie del gioco d’azzardo da una prospettiva unica, quella di chi ha vissuto questo “mostro” sulla propria pelle, aprendo un dialogo più ampio sulle dipendenze e sulle loro modalità di manifestazione, spesso sottili, invisibili e insidiose e, forse proprio per questo, ancora più difficili da intercettare e sconfiggere. Un’occasione preziosa per riflettere su un fenomeno che coinvolge e sconvolge ancora oggi tante vite, ma di cui troppo spesso si parla poco, vuoi per vergogna, paura o mancanza di strumenti e consapevolezza, rivelando come il desiderio di salvezza e appartenenza possa diventare una trappola, ma anche, forse, il primo passo lungo una tortuosa strada di rinascita.
Premiazione concorso internazionale microracconti “Lina Patané”, ore 18.30
Durante la serata di venerdì 29 novembre verrà premiata anche la vincitrice della quinta edizione del concorso internazionale per micro racconti “Lina Patané”, organizzato anche quest’anno in collaborazione con l’associazione Girotondo di Madrid. Un concorso aperto a tutte le donne con età maggiore ai 18 anni che, dal 19 ottobre al 9 novembre, hanno potuto inviare il proprio “micro” racconto di massimo 900 battute, in lingua italiana e spagnola, poi valutato da una giuria internazionale. Un’iniziativa che si propone di valorizzare la scrittura femminile, la lettura e l’incontro, ispirandosi agli insegnamenti di Lina, una donna “come noi”, non una scrittrice, ma un’appassionata lettrice. Lina sosteneva infatti che saper scrivere, e scrivere bene, è una grande conquista, un potente mezzo per ottenere l’autonomia delle bambine e delle ragazze in una realtà che, nonostante le conquiste ottenute nel corso degli anni, è ancora oggi dominata da logiche patriarcali e maschiliste, spesso difficili da individuare, ma altrettanto urgenti da sconfiggere.
“Una vita in alto”, ore 19.00
Incontro con Sara Simeoni in dialogo con Simona Rolandi (evento gratuito)
Si prosegue poi con un viaggio attraverso la vita e la carriera di una delle figure più amate dello sport italiano, l’altista Sara Simeoni, medaglia d’oro ai Giochi olimpici di Mosca 1980, nota non solo per i suoi traguardi ma per l’impatto che ha avuto in un’epoca in cui le donne nello sport lottavano ancora contro forti pregiudizi. Tra ricordi inediti, episodi divertenti e incontri significativi, Simeoni aprirà uno spazio di dialogo e riflessione sul coraggio e sulla forza di volontà, due virtù che le hanno permesso di volare “in alto” non solo nello sport, ma anche nella vita, diventando un punto di riferimento per intere generazioni di donne.
“Videogiochi oltre i luoghi comuni”, ore 20.00
Conferenza di Francesco Toniolo (evento gratuito)
Partendo dal suo ultimo libro, “Game Culture: luoghi non comuni del videogioco”, pubblicato quest’anno dalla casa editrice “Il Mulino”, il docente universitario esperto di videogiochi Francesco Toniolo si avventurerà in un’esplorazione dei recenti cambiamenti nel mondo dei videogiochi, smontando stereotipi radicati e dimostrando come il gaming possa coinvolgere persone di tutte le età e generi, rivelandosi una forma culturale complessa e in continua evoluzione, e non -o, meglio, non più- un intrattenimento per pochi.
Sabato 30 novembre 2024
Saltatrame, ore 11.00
Gioco di ruolo con componenti teatrali (Partecipazione gratuita, previa prenotazione via mail a info@leifestival.it)
La seconda giornata del LEI Festival si apre con un divertente e coinvolgente gioco di ruolo con componenti teatrali, Saltatrame, a cura del gruppo di autori di giochi cagliaritani Fabbricastorie. L’obiettivo? Aiutare alcuni dei personaggi più amati della letteratura, che si sono persi nel mondo dei libri, a mettere ordine nelle loro storie, riportandole a come i loro autori le hanno pensate o, perchè no cercando di creare nuove trame.
“UNDICI: Il giocatore”, ore 17.00
Stand up literary (evento gratuito)
Sulla falsariga delle stand up comedy, la stand up literary è una lezione di divulgazione storica e letteraria, che in questo caso narrerà la figura della vita della leggenda rossoblù Gigi Riva, non solo in quanto giocatore, ma anche come simbolo del riscatto della “periferia d’Italia” tramite l’amore per lo sport. Il tour ripercorrerà inoltre la storia del Cagliari Calcio e delle più antiche società sportive della città. Un evento da non perdere per tutti gli amanti dello sport, e non solo!
“Gioco di squadra: genitori alla pari”, ore 18.00
Alessandra Minello in dialogo con Diletta Mureddu (evento gratuito)
Partendo dall’analisi del libro “Genitori alla pari. Tempo, lavoro, libertà” di Alessandra Minello, questo dialogo si propone di mettere in luce le barriere culturali e strutturali che in Italia ostacolano la parità di genere, specialmente nell’attuale contesto di natalità in calo. Con il contributo di Diletta Mureddu, psicologa, psicoterapeuta e responsabile del Centro Donna CGIL Cagliari, il dibattito offrirà strumenti e strategie concrete, come i congedi paritari e i servizi integrati, per costruire una genitorialità più sostenibile. Un’occasione per confrontarsi sulle sfide della parità di genere e promuovere un cambiamento concreto, sostenibile e inclusivo per il futuro delle famiglie italiane.
“Vietato non giocare”, ore 19.00
Incontro con Spartaco Albertarelli e Beniamino Sidoti (evento gratuito)
Spartaco Albertarelli e Beniamino Sidoti, tra i più grandi esperti italiani di game design e ludologia, indagheranno il potere trasformativo del gioco e il suo ruolo di primo piano nella vita di bambini, ragazzi e adulti. Un confronto vivace e dinamico, che invita lo spettatore a riscoprire il gioco non solo come attività ricreativa, ma come potente strumento di apprendimento, crescita e coesione sociale, in grado di offrire un approccio creativo per affrontare con più leggerezza, che non è superficialità, anche le sfide della quotidianità.
“L’io e il noi: il primato della relazione. Non si gioca con i sentimenti”, ore 20.30
Conferenza di Umberto Galimberti (evento a pagamento, biglietti acquistabili tramite Box Office Sardegna)
Presenza immancabile del LEI Festival, il filosofo Umberto Galimberti, torna anche quest’anno a incantare il pubblico del teatro di via Logudoro nella seconda serata del Festival con una conferenza dal titolo “L’io e il noi: il primato della relazione. Non si gioca con i sentimenti”,ispirata a due delle sue pubblicazioni più recenti, “Il libro delle emozioni” (Feltrinelli, 2021) e “Le grandi domande. Filosofie per giovani menti” (Feltrinelli, 2024).
Un’esplorazione del significato profondo della relazione e della gratuità nell’amore, che mette in discussione il possesso insito nei rapporti, invitando a riscoprire l’altro come un individuo autonomo, e riconoscendo come questo sentimento sia non solo il fondamento della vita, ma anche un atto di cura e curiosità. Concetti alquanto rivoluzionari iI un’epoca in cui l’amore viene spesso ridotto a passione momentanea e l’individualismo prevale sulla comunità, che delineano una nuova prospettiva entro le quali relazioni possono trasformarsi in uno spazio dove i diversi soggetti hanno la possibilità di connettersi in maniera più autentica e di migliorarsi reciprocamente.
Domenica 1 dicembre 2024
“Giocare la vita: regole, sfide e libere scelte”, ore 10.00
Laboratorio di Filosofia condotto dalla filosofa Nora Racugno (partecipazione gratuita, previa prenotazione via mail a info@compagniab.com)
Proverbi e detti popolari che ci accompagnano da sempre, come “Il gioco è bello quando dura poco” e “Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare”, offrono riflessioni profonde sul ruolo pervasivo delle regole e della competizione nella quotidianità. L’incontro si propone poi di stimolare ulteriori osservazioni: siamo davvero pronti ad accettare passivamente le regole che ci vengono imposte o siamo piuttosto motivati a riscriverle? E inoltre, andando ancora più in profondità in un tema quanto mai attuale: si può supporre che, per una donna, il più bel gioco sia inventare e agire il proprio femminismo?
“Giocare”, ore 12.00
Laboratorio di lettura e Filosofia -P4C Philosophy for Community (partecipazione gratuita, previa prenotazione via mail a info@compagniab.com)
Un laboratorio di filosofia sul tema del gioco guidato da Daniela Zoccheddu, Teacher Expert di Philosophy For Children/Community, con una lunga esperienza nella progettazione e realizzazione di percorsi laboratoriali rivolti a bambini e ragazzi, che porterà i presenti a riflettere in modo dinamico sul senso e sul valore del gioco come strumento di relazione, creatività e scoperta di sé e degli altri.
“Il gioco oscuro dell’amore”, ore 16.00
Incontro con Maria Grazia Calandrone in dialogo con Massimiliano Ferrone (evento gratuito)
A partire dal suo ultimo libro “Magnifico e tremendo stava l’amore”, edito da Einaudi nel 2024, l’autrice, dialogando con Massimiliano Ferrone, professore di lettere e insegnante di scrittura creativa, scrittore di libri, e redattore di progetti editoriali per il comparto scuola, rifletterà sulle due facce dell’amore, forza al tempo stesso oscura e luminosa, e in particolare sulla tensione tra possesso e liberazione, aprendo interrogativi sul labile confine che separa vittima e carnefice.
“Gianni Rodari: alla scoperta del fantastico potere della fantasia”, ore 17.00
Incontro con Pino Boero in dialogo con Emanuele Scotto (evento gratuito)
Esperto di letteratura per l’infanzia e autore, Pino Boero ci condurrà per mano in un viaggio ricco di emozione e nostalgia nell’universo creativo di Gianni Rodari, lo scrittore che, con le sue filastrocche, favole, novelle, e testi teatrali, ha trasformato la letteratura per ragazzi, mettendo al centro i bambini e la loro capacità di immaginare e reinventare il mondo. In questo universo parallelo, il gioco diventa motore di creazione e di libertà, uno strumento per nutrire la fantasia e promuovere un’autentica crescita intellettuale e morale nei giovani in una società dove ogni “adulto del futuro” ha la libertà -e la possibilità- di trovare spazi e strumenti per dare vita alle proprie fantasie.
“Il gioco del piacere: corpo, consapevolezza e libertà sessuale”, ore 18.00
Conferenza di Leni Marseglia (evento gratuito)
Durante l’evento, Leni, psicologa, sessuologa e autrice del podcast “Vengo anch’io,” esplorerà il tema del piacere come risorsa fondamentale per il benessere, affrontando il potere della consapevolezza e della libertà sessuale. Partendo dal suo libro “Piacere mio”, inviterà il pubblico a liberarsi dai tabù, celebrando il corpo come uno spazio di gioco e trasformazione, e a riscoprire il piacere come strumento di autoconoscenza e affermazione di sé.
“Chi vince non sa cosa si perde”, ore 19.00
Incontro con Stefano Bartezzaghi in dialogo con Luca Sorrentino (evento gratuito)
Con il suo nuovo libro “Chi vince non sa cosa si perde”, lo scrittore, giornalista e semiologo Stefano Bartezzaghi apre una riflessione sul valore del gioco e sulla natura dell’agonismo, esplorando le sue molteplici sfumature, dal fervore sportivo alla competizione estrema, fino ad arrivare a tensioni che sfiorano la guerra, in un contesto in cui la competizione permea ogni aspetto della nostra esistenza. Il risultato è una riflessione su come il gioco possa essere sia una risorsa che un rischio, a seconda di come lo viviamo -un’opportunità per riscoprire la bellezza del confronto, andando oltre il desiderio di vincere.
“L’unica via d’uscita è dentro”, ore 20.00
Incontro con Alice e Francesco Messina in dialogo con Giuseppe Murru (evento gratuito)
L’incontro conclusivo del Lei Festival vedrà la celebre cantautrice Alice, insieme a Francesco Messina, dialogare con il giornalista Giuseppe Murru per raccontare la sua carriera e la sua vita personale attraverso le pagine del suo libro “L’unica via d’uscita è dentro”. Un’autobiografia che esplora il suo “gioco” musicale, un viaggio di esplorazione e sperimentazione che parte da un’infanzia segnata da un trauma vocale, passa per il successo con “Per Elisa” e arriva alla scelta di abbracciare una musica più autentica, lontana dalle logiche di mercato. Alice condividerà il coraggio di ascoltare sé stessa e di giocare con i confini della propria creatività. Un’opportunità imperdibile per scoprire la storia di un’artista che ha saputo reinventarsi, restando fedele alla sua vera essenza.
Una degna conclusione per un festival che vuole rendere omaggio a un tema troppo spesso sottovalutato, ma che in realtà può rivelarsi una potente forza motrice per aprire nuovi orizzonti, sfidare le convenzioni e celebrare il potere trasformativo delle idee, in un cammino di consapevolezza e crescita, dove ogni voce, ogni storia, e ogni passo compiuto possono contribuire a costruire un futuro più giusto, accogliente e inclusivo.
Per maggiori informazioni o per prenotare un soggiorno presso Palazzo Doglio, l’esclusivo hotel situato accanto a Teatro Doglio, luogo dove verranno ospitati gli eventi del Festival, è possibile contattare il numero +39 070 64640, oppure scrivere una mail a info@palazzodoglio.com.
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