Concerti Forte Arena 2024: Sting e i Pooh pronti a salire sul palco
Nelle serate del 3 e 10 agosto, nella suggestiva cornice della Forte Arena, si esibiranno Sting, il poliedrico ex-frontman dei The Police, e i Pooh, il gruppo italiano più longevo e amato di sempre.
La magia dei concerti all’aperto in una cornice di rara bellezza, un vero e proprio anfiteatro naturale cullato, da un lato, dalle rumore delle dolci e spumeggianti onde del mare sardo e, dall’altro, dai profumi aromatici e avvolgenti della macchia mediterranea, vera e propria protagonista del Sud Sardegna, uno degli angoli più incantevoli e amati dell’Isola: anche quest’anno, l’estate alla Forte Arena promette di essere semplicemente indimenticabile!
D’altronde, la magia stessa di assistere a una performance musicale sotto il cielo stellato, circondati dalla bellezza della natura più incontaminata, è già di per sé in grado di trasformare ogni concerto in un evento speciale. Se a questo aggiungiamo poi un calendario d’eccezione, che include alcuni dei nomi più importanti del panorama musicale italiano e internazionale, ecco la formula perfetta per vivere dei momenti unici in compagnia dei propri cari, di quelli che custodiremo con cura per tutta la vita.
Ad alternarsi sul palcoscenico del “teatro sotto le stelle” del Forte Village, eletto per ben ventotto anni consecutivi come il resort più bello del mondo ai World Travel Awards (una sorta di premi Oscar per il turismo), saranno infatti delle vere e proprie icone musicali e di costume, che da decenni con le loro canzoni senza tempo accompagnano le nostre giornate, amplificando la nostra gioia e consolandoci nei momenti di tristezza e struggimento.
Stiamo parlando di Sting, l’eclettico cantautore e polistrumentista britannico, che incanterà il pubblico di Santa Margherita di Pula nella serata del 3 agosto, a partire dalle ore 21.00, e dei Pooh, una delle band italiane più longeve e amate da sempre, il cui concerto è invece previsto per la serata del 10 agosto, sempre a partire dalle ore 21.00.
Pooh e Sting, artisti che hanno fatto la storia della musica
Pochi sono stati gli artisti che nel tempo sono riusciti nell’ardua impresa di lasciare un’impronta indelebile nel panorama socio-culturale italiano ed europeo, evolvendosi e al tempo stesso restando sempre autentici a se stessi, e nel farlo plasmando il modo di vestire, comunicare e esprimersi di intere generazioni, così come quello di fare e vivere la musica.
D’altronde, i Pooh furono i primi artisti italiani a possedere un impianto luci professionale e un palco di proprietà, che smontavano e rimontavano nei vari luoghi, nonché un impianto audio personalizzato con due mixer separati e una, cosa mai vista all’epoca, una macchina del fumo artigianale, che ha permesso loro di dar vita a un nuovo modo di intendere e fare spettacolo, ampiamente influenzato dalle rock band d’oltremanica (non a caso, negli anni molti sono stati i paragoni con i mitici Queen), non solo per quanto riguarda l’estetica degli spettacoli, ma anche -soprattutto nei primi anni- anche per la loro “sostanza”.
Ricordiamo infatti che gli inizi della band bolognese fondata da Dodi Battaglia, Roby Facchinetti, e Valerio Negrini, a cui negli anni si affiancarono poi anche Red Canzian, Stefano D’Orazio e Riccardo Fogli, furono marcatamente improntati al rock più puro, uno stile che virò solo negli album successivi verso melodie decisamente più pop e armonie vocali più strutturate.
Una parabola ascendente, ma al tempo stesso in continua evoluzione, ma anche una voglia incessante di mettersi in discussione e ridefinire i confini della propria musica che, assieme a testi politicamente e socialmente impegnati, hanno reso i Pooh un punto di riferimento indiscusso per vere e proprie leggende del mondo musicale contemporaneo, come Ligabue, Eros Ramazzotti e Laura Pausini.
Dall’altra parte troviamo invece Sting -nome d’arte di Gordon Matthew Thomas Sumner,, uno degli artisti più poliedrici ed eclettici di sempre, che in oltre quarant’anni di carriera non ha mai avuto paura di muoversi con estrema libertà e spirito di curiosità tra un moltitudine di generi musicali, partendo da uno stile marcatamente punk per poi spostarsi progressivamente verso il blues e il rock, senza al contempo disdegnare sonorità più strettamente legate al al new-age, al pop, al jazz, al progressive rock, al worldbeat, alla musica classica e, non da ultimo, al reggae, non smettendo mai, nel farlo, di mettersi in discussione, in primis in quanto persona e, soltanto in un secondo momento, come artista (ammesso che queste due “facce” si possano, in definitiva, separare).
E così, se il “pungiglione” britannico -questa, infatti, la traduzione letterale di Sting in italiano, un nome che sembrerebbe essere nato da una provocazione di Gordon Solomon, uno dei componenti dei Jazzmen, gruppo con il quale era solito esibirsi, che gli fece notare che con il maglione nero e giallo che spesso indossava gli ricordava un’ape- è da molti ricordato per il suo esordio sfavillate come bassista e frontman dei The Police, band da molti considerata come portabandiera della seconda british invasion (in italiano ”invasione britannica”) negli Stati Uniti, con la quale ha sfornato successi come “Message in a Bottle”, “Every Breath you Take” e “Roxanne”, non da meno prolifica è stata la sua carriera da solista.
Una carriera frutto dell’estremo coraggio dell’artista, in primo luogo quello di invertire rotta e lasciare la strada battuta per crearne una nuova, che lo ha portato a vincere, per ben 4 volte, l’Oscar per la migliore canzone -più precisamente i film “Le follie dell’imperatore” (nel 2001), “Kate & Leopold” (nel 2002), “Ritorno a Cold Mountain” (nel 2004) e “Jim: The James Foley Story” (nel 2017), nonché un Golden Globe, un Premio Tenco, e ben 17 Grammy Awards.
Emblematico, in tal senso, l’ultimo album dell’artista, “The Bridge”, più introverso e personale rispetto ai precedenti, che racchiude perfettamente l’incessante volontà del professore britannico di interrogarsi e mettere in discussione le proprie certezze, in un periodo altresì privo di punti fermi come quello della pandemia, che per l’appunto ha dato vita a questa raccolta di brani altamente introspettivi e, per certi versi, catartici, sull’amore, sul senso della vita e sul cambiamento -sia personale che, in senso più ampio, sociale.

Il calendario di imperdibili eventi della Forte Arena
Ecco dunque che due artisti tanto diversi quanto, per molti aspetti (e forse inaspettatamente) simili, saranno i protagonisti di due serate indimenticabili -in programma rispettivamente il 3 e il 10 agosto, in entrambi i casi a partire dalle ore 21.00- durante le quali vecchi successi si alterneranno a brani più recenti, in un racconto multidimensionale estremamente coinvolgente, in grado di parlare non solo al pubblico più affezionato, ma anche chi desidera immergersi per la prima volta nello sfaccettato mondo di queste leggende che hanno contribuito a scrivere -e non hanno mai smesso di farlo- alcune delle pagine più importanti della storia della musica contemporanea.
Un calendario di eventi, quello in programma alla Forte Arena, inaugurato nelle settimane precedenti dal doppio appuntamento con il concerto-evento di Renato Zero, “Autoritratto”, che ha emozionato il pubblico del “teatro sotto le stelle” di Santa Margherita di Pula nelle serate del 19 e 20 luglio, e proseguito poi con lo spettacolo musicale “Peter Pan – Il musical”, che con il suo cast d’eccezione (tra gli attori protagonisti alcuni importanti nomi della scena musicale italiana, tra cui il vincitore di Sanremo 2008 Giò di Tonno, nei panni del “cattivissimo” capitan Uncino, la star di X Factor Martina Attili, nel ruolo di Giglio Tigrato,l’attore italo-americano Leonardo Cecchi, nel ruolo del protagonista Peter Pan, e la YouTuber e ex concorrente di “Amici” Martha Rossi, nel ruolo di Wendy), accompagnato da stupefacenti effetti speciali e da una colonna sonora rock firmata dal cantautore napoletano Edoardo Bennato, ha trasportato grandi e piccini nel magico mondo di Neverland, l’“Isola che non c’è”, una terra dove ogni cosa è possibile, dove crescere è vietato, dove la spensieratezza è l’unica regola che deve essere rispettata.
Palazzo Doglio, il luogo ideale dove alloggiare per scoprire le mille anime dell’isola
Situato nel cuore pulsante di Cagliari, a poco più di trenta minuti di macchina dalla Forte Arena, l’esclusivo palcoscenico sotto le stelle che ospiterà due degli eventi più attesi della stagione estiva, il concerto dei Pooh e di Sting, Palazzo Doglio, struttura a cinque stelle dal lusso accessibile, è il luogo ideale dove alloggiare per immergersi nella meraviglia del capoluogo sardo, andare alla scoperta dei suoi quartieri storici e dei suoi incantevoli dintorni, tra cui la meravigliosa Spiaggia del Poetto e le sorprendenti Saline Conti Vecchi e, al contempo, godere della ricchezza naturale, culturale e artistica del Sud Sardegna, con le sue spiagge dorate bagnate da un mare cristallino, tra le più belle dell’intera Isola, la sua variegata tradizione gastronomica, e il ricco palinsesto di concerti e spettacoli ospitati in cornici d’eccezione.
Inoltre, per tutti e quattro gli eventi in programma, Forte Village ha ideato altrettanti pacchetti-la Renato Zero VIP Experience, il Pooh VIP Package, lo Sting VIP Package, e la Peter Pan Experience- pensati per permettere sia agli ospiti del Resort che a quelli di Palazzo Doglio di godere di un’esperienza immersiva, a pochi passi dal palco, inclusiva di biglietto nelle prime file, ingresso Riservato all’Arena con servizio hostess dedicato e cena gourmet pre concerto con bevande incluse, oltre che a diversi altri vantaggi imperdibili.
I biglietti dei concerti sono disponibili anche su boxofficesardegna.it, ticketmaster.it, ticketone.it, e vivaticket.com.
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